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Como, l’autopsia della bimba morta a 18 mesi: ‘Violentata e ripetutamente picchiata’

Svelati i risultati dell’autopsia condotta sul corpo della bimba morta a 18 mesi a Como: la piccola è stata violentata e ripetutamente picchiata.

Morta

È ancora viva l’attenzione sul caso della bimba di 18 mesi morta a Cambiate, in provincia di Como, lunedì 11 gennaio 2021. Dopo due settimane di indagini, accuratamente svolte dalle forze dell’ordine, è stato recentemente reso noto il referto dell’autopsia effettuata sul corpo della piccola dal medico legale di Bergamo.

I risultati dell’autopsia sulla bimba morta a 18 mesi

L’esame autoptico condotto sulla bambina di 18 mesi, deceduta l’11 gennaio, ha dato esiti raccapriccianti che hanno condotto a un’ordinanza di custodia cautelare firmata da Antonio Giudici, giudice per le indagini preliminari, ed emanata nei confronti del compagno della madre della vittima.

Nell’ordinanza vengono elencati i risultati emersi dall’autopsia. Infatti, secondo quando riportato nel referto, il medico legale di Bergamo ha riscontrato non solo un evidente trauma cranico e un ematoma in prossimità di un orecchio ma ha anche asserito quanto segue: «La piccola è stata ripetutamente percossa, non solo il giorno della morte, ma anche in circostanze precedenti».

Rispetto agli avvenimenti specifici che hanno causato il decesso della giovanissima vittima, invece, il professionista ha dichiarato: «La bambina è stata picchiata nonché violentata in epoca prossima a quel tragico pomeriggio».

Il medico legale, inoltre, ha ribadito che i segni individuati sul corpo della bambina di 18 mesi sono a tutti gli effetti compatibili con atti di violenza perpetrati nei giorni che hanno preceduto il decesso della piccola.

Abuso sessuale e violenze reiterate nel tempo

I risultati scaturiti dall’autopsia, quindi, smentiscono la testimonianza rilasciata dal compagno romeno di 25 anni della madre della bimba che, al momento del ritrovamento del corpo, aveva attribuito il drammatico evento a un incidente con una stufetta. A questo proposito, infatti, l’uomo, che viveva con la bambina e la nuova compagna da circa tre mesi, aveva riferito agli inquirenti: «Ha pianto pochi minuti e poi si è addormentata sul divano. Quando ho tentato di svegliarla mi sono accorto che respirava a fatica e che aveva vomitato».

L’autopsia, tuttavia, a fatto emergere una storia diversa, dimostrando che le lesioni riportate dalla vittima non sono in alcun modo attribuibili a urti accidentali o ad attività ludiche. Il 25enne, pertanto, è stato posto in stato di fermo in quanto principale sospettato delle atroci violenze reiterate nei confronti della piccola e di abuso sessuale su minore.


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