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Decreto bollette: bonus, carbone prorogato e nuove regole per il mercato energetico

Decreto bollette: bonus, carbone prorogato e nuove regole per il mercato energetico

Il decreto bollette, approvato dall'Aula del Senato l'8 aprile 2026, mette in campo circa cinque miliardi per contrastare il caro energia e introduce misure su bonus, trasparenza e proroga delle centrali a carbone

L’8 aprile 2026 il Senato ha approvato in seconda lettura il decreto bollette, che diventa legge con i voti favorevoli di 102 senatori, 64 contrari e 2 astenuti. Il provvedimento mette a disposizione circa cinque miliardi di euro destinati a sostenere famiglie e imprese alle prese con l’aumento dei costi dell’energia, e introduce una serie di interventi che vanno dai bonus diretti alla riforma degli incentivi per le rinnovabili.

Il testo, confermato senza modifiche rispetto alla Camera e da convertire in legge entro il 21 aprile, affronta sia misure di breve termine per alleviare l’impatto delle bollette sia opzioni strutturali per il mercato energetico, toccando temi come la trasparenza delle aziende, i contratti a lungo termine per le rinnovabili e la gestione delle centrali a carbone.

Interventi economici diretti alle famiglie

Tra gli aiuti immediati figura un contributo straordinario di 115 euro sulla bolletta elettrica destinato ai titolari del bonus sociale, con una dotazione finanziaria che comprende risorse pari a circa 315 milioni. Inoltre è previsto un meccanismo volontario per i venditori di energia che possono erogare un contributo a favore dei clienti domestici non titolari del bonus ma con ISEE non superiore a 25.000 euro. Sul fronte del riscaldamento, le famiglie che già usufruiscono del bonus elettrico ottengono il diritto alla compensazione anche per il teleriscaldamento, con l’istituzione di una componente tariffaria dedicata gestita dall’Arera e alimentata tramite la Cassa per i servizi energetici e ambientali.

Limitazioni alla promozione commerciale

Il decreto introduce il divieto di sollecitazioni commerciali telefoniche rivolte ai consumatori, estendendo lo stop non solo alle chiamate indesiderate ma anche all’invio di messaggi promozionali. Questa norma mira a proteggere i cittadini da pratiche commerciali invasive mentre si affrontano questioni economiche sensibili legate all’energia.

Regole di trasparenza e obblighi per le aziende energetiche

Per aumentare la trasparenza del settore, il provvedimento impone alle imprese di vendita di comunicare periodicamente ad ARERA i dati relativi ai margini di profitto, distinti per tipo di cliente o offerta. L’autorità definirà modalità, frequenza e soglie operative entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge. È previsto anche un accordo quadro per rendere più chiaro il cambio di fornitore, con l’obiettivo di facilitare la comparazione delle offerte da parte dei consumatori.

Effetti fiscali e utilizzo delle risorse

Per finanziare il pacchetto di interventi aumenta temporaneamente l’IRAP per le aziende del settore energetico, portando l’aliquota dal 3,9% al 5,9% per gli anni 2026 e 2027. Inoltre è stabilito che il gas stoccato nel 2026 venga venduto da GSE e Snam, con le risorse ricavate destinate a ridurre gli oneri a favore delle imprese cosiddette “energivore”.

Incentivi, rinnovabili e proroga delle centrali a carbone

Il decreto rivede i meccanismi di incentivazione per gli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 kW: i titolari possono scegliere di ridurre volontariamente i premi del 15% o del 30% tra il 2026 e il 2027 in cambio di un’estensione della convenzione di 3 o 6 mesi. È prevista anche la possibilità di un’uscita anticipata dal sistema di incentivazione a partire dal 2028, subordinata a un corrispettivo e al rifacimento integrale degli impianti. Sono poi incentivati i Power Purchase Agreements a lungo termine e gli investimenti in biogas, biomasse e bioliquidi per sostenere la transizione verso fonti rinnovabili.

Proroga delle cessazioni da carbone

Una delle misure più discusse è la proroga della dismissione delle centrali a carbone fino al 2038, superando i limiti previsti dal Piano nazionale energia e clima (che fissava lo stop al 2026 per il continente e al 2028 per la Sardegna). La norma, introdotta in sede di esame, è giustificata dal bisogno di garanzie di sicurezza energetica in scenari di emergenza, ma ha sollevato critiche da parte di associazioni ambientaliste e consumatori.

Il decreto bollette rappresenta un mix di interventi immediati e misure strutturali: offre aiuti diretti alle famiglie più fragili, strumenti per aumentare la trasparenza del mercato e incentivi per le rinnovabili, ma rinvia scelte delicate come l’uscita definitiva dal carbone. L’iter legislativo si è concluso con l’approvazione del Senato, lasciando aperto il dibattito sull’efficacia degli interventi in relazione al mutevole scenario dei prezzi energetici.