L’Italia interviene sul caro-carburante con un decreto urgente che riduce le accise su benzina e diesel di 25 centesimi al litro, garantendo un abbattimento immediato dei prezzi. La misura, valida inizialmente per 20 giorni, punta a sostenere famiglie e imprese, contrastare le speculazioni e monitorare l’andamento dei mercati petroliferi in un contesto internazionale segnato da tensioni in Medio Oriente.
Varato dal Consiglio dei ministri il decreto sul caro carburanti
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge con “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali“, introducendo un consistente abbattimento delle accise sui carburanti.
Come riportato a ‘Dieci minuti’ su Rete4, secondo il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, “già dalle prossime ore si trasformerà in riduzione del prezzo di diesel e benzina“, garantendo un sollievo rapido per famiglie e imprese. La premier Giorgia Meloni ha precisato al Tg1 che la misura comporterà un taglio di 25 centesimi al litro, accompagnato da un credito d’imposta per gli autotrasportatori e da un meccanismo antispeculazione: “Combattiamo la speculazione e intanto abbassiamo immediatamente il prezzo“.
Il beneficio sarà universale, estendendosi a tutti i cittadini e imprese, assorbendo l’ipotesi di rafforzamento della Social Card, originariamente pensata solo per le fasce di reddito più basse. La riduzione delle accise avrà validità iniziale di 20 giorni, periodo durante il quale il governo monitorerà l’andamento dei mercati petroliferi e le decisioni del prossimo Consiglio Europeo. Oltre agli autotrasportatori, sono previsti aiuti mirati anche per la pesca e un rafforzamento dei poteri del Garante per la sorveglianza dei prezzi, noto come Mr. Prezzi. Le stime del Codacons indicano che con il taglio massimo di 25 centesimi al litro il risparmio per un automobilista potrebbe arrivare a 366 euro all’anno sul pieno, con una riduzione immediata di circa 15,2 euro per un rifornimento standard da 50 litri.
Decreto carburanti, via libera in Cdm: tutte le novità contro il caro prezzi
Il provvedimento italiano si inserisce in un contesto di forte instabilità globale, aggravata dalla guerra in Medio Oriente e dall’attacco all’impianto petrolifero iraniano di Asaluyeh, che ha portato il prezzo del greggio WTI a 95,5 dollari al barile dopo un iniziale calo di oltre il 3%. Parallelamente, i leader di dieci Paesi europei – tra cui Italia, Austria, Croazia, Grecia, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia – hanno sollecitato una revisione dell’Ets, chiedendo di estendere le quote gratuite oltre il 2034 e di rendere graduale l’eliminazione a partire dal 2028. Secondo i firmatari della lettera, “il cambiamento climatico deve essere affrontato con determinazione”, ma la transizione verde può avere successo solo se la base industriale resta forte, considerando che l’attuale percorso Ets fino al 2034 appare “troppo ripido e eccessivamente ambizioso”.
Il decreto prevede anche un rigoroso sistema di controllo lungo tutta la filiera dei carburanti: il Garante per la sorveglianza dei prezzi monitorerà eventuali aumenti anomali, comunicando alla Guardia di Finanza i dettagli delle compagnie coinvolte. In caso di discrepanze, i dati saranno trasmessi al Garante per la concorrenza e all’Autorità giudiziaria per valutare eventuali reati di “manovre speculative su merci”. La misura è progettata per garantire che la riduzione delle accise si traduca in un calo effettivo del prezzo alla pompa, mirando a riportare il diesel sotto i 2 euro e possibilmente al di sotto di 1,90 euro al litro.
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