Dialetto in calo, l'Italia punta sulle lingue straniere
Dialetto in calo, l’Italia punta sulle lingue straniere
Cronaca

Dialetto in calo, l’Italia punta sulle lingue straniere

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Dialetto in calo e impennata per le lingue straniere: ecco la fotografia dell'Italia linguistica secondo i dati Istat 2015

L’Istat rivela il report sulle consuetudini linguistiche italiane aggiornato al 2015. La fotografia dell’Italia linguistica vede l’italiano stabile e il dialetto in via esclusiva in calo. La variante dialettale recupera sui social, dove tante sono le pagine e i blog dedicati ma nella quotidianità entra sempre più l’italiano. In famiglia e al lavoro la lingue ufficiale è sempre più protagonista.In aumento anche la diffusione delle lingue straniere, in particolare tra le fasce giovani della popolazione.

Dialetto e lingua ufficiale

Secondo le stime dell’Istat, nel 2015 sono 26 milioni e 300mila gli individui che si esprimono in italiano. Il 45,9% della popolazione sceglie la lingua ufficiale anche in famiglia, contro il 32,2% che utilizza anche la variante dialettale. In calo l’utilizzo in via esclusiva del dialetto con solo il 14% della popolazione, che si traduce in 8 milioni e 69mila individui. In aumento, invece, la parte di popolazione che utilizza un’altra lingua: nel 2006 erano circa 2 milioni 800mila, oggi sono 4 milioni.

Dialetto, sempre più in famiglia

Se l’italiano guadagna sempre più spazio nella quotidianità, il dialetto perde terreno anche tra i più anziani.

Diminuisce in tutte le fasce d’età pur restando una consuetudine diffusa. Nel 2006 a parlare prevalentemente dialetto tra gli over 75 era il 37,1% oggi è il 32%. A utilizzare maggiormente il dialetto sia in famiglia che con gli amici sono gli individui che hanno un basso titolo di studio anche di giovane età. Dati aggiornati al 2015, il 90,4% della popolazione è di madre lingua italiana. Una variazione consistente rispetto al 2006, è registrata dall’aumento dei parlanti di lingua madre straniera.

Lingua madre straniera

Rispetto al 2006, aumentano i parlanti di madrelingua non italiana. Si passa dal 4,1% del 2006 al 9,6% del 2015. In testa alle più parlate che troviamo rumeno, arabo, albanese, spagnolo e cinese. Gli individui di lingua madre straniera utilizzano l’italiano prevalentemente sul lavoro con percentuali del 75% anche tra i 55-64 enni. Se la conoscenza di più lingue è collegata principalmente agli individui di madre lingua straniera, le lingue estere sono in aumento anche tra gli italiani.

Italiani e lingue straniere

Se l’italiano è la lingua ufficiale, guadagnano terreno anche le lingue straniere: nel 2015 la conoscenza di una o più lingue straniere interessa il 60% della popolazione. Tra le fasce d’età dove maggiormente si riscontra la conoscenza di una o più lingue straniere ci sono soprattutto i giovani fino ai 34 anni con stime pari all’80%. La conoscenza delle lingue è maggiormente diffusa al Nord della penisola con una percentuale del 66% contro al 50%, 51,5% del Sud e delle Isole. Sono i laureati tra i 25 e i 44 anni che conoscono una o più lingue straniere, con una percentuale del 96,1%. Tra le lingue straniere è fortissima la presenza dell’inglese.

Inglese, lingua privilegiata

Tra tutte le lingue straniere è l’inglese la lingua scelta per lo studio con il 48,1% degli individui che lo conoscono rispetto al 29,5% del francese e l’11,1% dello spagnolo. A differenza degli anni passati però aumenta la quota di quanti utilizzano l’inglese nel tempo libero ( 49,6% ) e per lavorare ( 35% ). Le altre lingue rimangono relegate prevalentemente al tempo libero ed ai rapporti con la famiglia. Nonostante i consistenti miglioramenti, è ancora alta la percentuale di quanti dichiarano una scarsa conoscenza dell’inglese: 28% della popolazione rispetto al 30% del 2006. Solo un 7,2% degli individui dichiara di avere un ottimo livello della lingua inglese. Tra i canali preferiti per l’apprendimento, la scuola resta al primo posto con il 79,4%, seguita dai soggiorni di studio e lavoro all’estero ( 14,9% ) e l’apprendimento da autodidatta e i corsi.

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