Durante il suo soggiorno in Francia, il Pontefice ha attraversato tre luoghi simbolici – Lourdes, l’Eliseo e l’Unesco – per ribadire un messaggio unico: la dignità umana non può essere sacrificata in nome di leggi o tecnologie. In ciascuna occasione, le parole del Papa hanno risuonato come monito contro ogni forma di manipolazione della vita, dal concepimento alla fine naturale.
Le parole a Lourdes: la vita non può essere ridotta a una scelta legale
Nel pomeriggio trascorso a Lourdes, il Papa ha dichiarato che “Nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità”. Ha aggiunto che l’aborto e l’eutanasia non possono essere considerati normali, affermando: “È impossibile considerare normale togliere la vita.
Ciò che è legale non è necessariamente morale”. Il Pontefice ha poi richiesto che nessuno, nemmeno sulla base di algoritmi di laboratorio abbia il diritto di decidere della vita di un embrione o di una persona anziana, sottolineando che “la medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata”. Queste affermazioni sono state proiettate come difesa di una dignità che persiste anche quando il corpo è afflitto dalla malattia o dal dolore.
