Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nuovamente aperto il suo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, sottolineando che la guerra in Ucraina entra nel suo quinto anno senza segni concreti di una fine imminente. In un contesto di intensi attacchi notturni contro la capitale, il leader di Kiev ha lanciato un avvertimento chiaro a Mosca, definendo il presidente Vladimir Putin paziente zero di una pandemia di violenza che deve essere fermata al più presto.
Le parole di Zelensky sono state accompagnate da dati che mostrano l’entità della distruzione: più di 2000 missili lanciati contro il territorio ucraino, decine di migliaia di droni impiegati e un bilancio di 248.000 soldati russi uccisi o gravemente feriti. L’ucraino ha sottolineato che, nonostante le difficoltà, il Paese continua a produrre armi proprie, tra cui il avanzato sistema missilistico Freyia per difendere le proprie infrastrutture critiche.
Zelensky accusa Putin di “paziente zero” e denuncia l’assenza di negoziati
Nel suo intervento, Zelensky ha definito Putin paziente zero di una malattia che si diffonde attraverso la guerra, chiedendo alla comunità internazionale di negargli ogni spazio d’azione. L’uomo ha affermato che Mosca non mostra alcun segno di voler cessare le ostilità e che il cremlino utilizza costantemente scuse per evitare incontri diplomatici.
“Il dittatore russo trova continuamente motivi per abbandonare il formato trilaterale e continuare le uccisioni”, ha dichiarato, invitando a chiudere le porte a qualsiasi forma di negoziato finché la Russia non dimostrerà una reale volontà di pace.
Il veto russo ai tavoli diplomatici
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha risposto affermando che la Russia rimane “aperta” al dialogo, ma ha sottolineato che qualsiasi incontro dovrebbe avvenire solo a Mosca, garantendo la sicurezza del presidente ucraino. Questa posizione è stata accolta con scetticismo dagli alleati di Kyiv, che temono un ritorno al “format trilaterale” senza condizioni chiare. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno invitato Putin al prossimo vertice del G20 a Miami, un gesto che Mordeviano per il momento non ha prodotto risultati concreti.
Ultimi attacchi a Kiev: vittime e risposta ucraina
Durante la notte, la capitale ucraina è stata nuovamente bersaglio di un massiccio attacco missilistico russo, provocando due morti e sei feriti. Tra i danni, è stato colpito un ospedale di maternità, aggravando la situazione umanitaria. Zelensky ha collegato l’attacco ai dibattiti in corso negli Stati Uniti sulla necessità di fornire a Kiev sistemi di intercettazione missilistica più avanzati, sottolineando che “senza pressioni concrete la Russia non porrà fine a questa guerra”.
Il programma di difesa missilistica “Freyia”
Ucraina ha intensificato la produzione del proprio sistema Freyia destinato a neutralizzare i missili di origine russa prima che raggiungano le aree urbane. Il programma, sviluppato in risposta alle continue incursioni, è stato condiviso con diversi paesi alleati, inclusi Finlandia e Norvegia, attraverso un nuovo accordo sui droni firmato a New York. Zelensky ha spiegato che questa collaborazione non solo rafforza la difesa aerea ucraina, ma costituisce un modello di cooperazione per le nazioni che affrontano minacce ibride.
Pressioni internazionali e prospettive di dialogo
Parallelamente alle dichiarazioni di Kiev, i leader europei hanno intensificato le richieste di un cessate il fuoco immediato. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell’ONU di avviare al più presto un duro appello umanitario, ricordando che l’inverno si avvicina e che le famiglie ucraine hanno bisogno di generatori e supporto energetico. Tajani ha inoltre affermato che l’Italia continuerà a sostenere la ricostruzione, mobilitando le principali imprese nazionali.
Iniziative europee e sostegno all’Ucraina
Il panorama diplomatico comprende anche l’incontro di Zelensky con i presidenti di Finlandia e Norvegia, durante il quale è stato firmato un accordo sui droni per proteggere le infrastrutture energetiche ucraine. Inoltre, il presidente polacco Karol Nawrocki ha denunciato le operazioni ibride russe all’ONU, ribadendo che la NATO rimane il garante della sicurezza transatlantica. L’Unione europea, attraverso la sua alta rappresentante Kaja Kallas, ha richiesto a Mosca di accettare un cessate il fuoco totale, sostenendo che 51 stati hanno già espresso il loro sostegno a una pace giusta e duratura.
