Il governo ha approvato un decreto legge per affrontare l’aumento del costo dei carburanti, deciso in Cdm la sera del 18 marzo 2026. L’iniziativa arriva in un contesto segnato dalla crisi nello Stretto di Hormuz, conseguenza degli eventi militari che hanno coinvolto Stati Uniti e Israele e l’Iran, e mira a ridurre l’impatto sui bilanci delle famiglie e sui costi delle imprese.
La misura principale consiste in una riduzione delle accise che dovrebbe tradursi in un calo di circa 25 centesimi al litro alla pompa per tutti i consumatori. Accanto a questo intervento temporaneo, il provvedimento rafforza gli strumenti di controllo sui prezzi e prevede un sostegno mirato per i settori più esposti, con l’obiettivo di evitare trasferimenti di costo lungo la catena dei prezzi.
Le tre misure cardine del decreto
Il pacchetto presentato dalla presidente del Consiglio si articola in tre punti principali: il taglio delle accise, l’introduzione di un credito d’imposta per gli autotrasportatori (esteso anche alla pesca) e l’istituzione di un meccanismo per combattere la speculazione sui prezzi. Ogni misura è pensata per agire in modo complementare: il primo intervento abbassa immediatamente il prezzo alla pompa, il secondo tutela la logistica e i beni di consumo, il terzo mette limiti e sanzioni a comportamenti anomali dei fornitori.
Taglio temporaneo delle accise
La riduzione delle accise è di carattere temporaneo e, come indicato nella bozza del decreto, durerà 20 giorni. L’effetto atteso è una diminuzione dei prezzi alla pompa pari a circa 25 centesimi al litro per benzina e diesel, senza limiti di reddito: una scelta che supera l’ipotesi di strumenti mirati come buoni per fasce di reddito, rendendo il beneficio universale per il periodo indicato.
Credito d’imposta per trasportatori e pesca
Per evitare che l’aumento del costo del carburante si rifletta sui prezzi al consumo, il decreto reintroduce un credito d’imposta destinato agli autotrasportatori e lo estende anche al comparto della pesca. Questa misura riprende strumenti simili adottati in passato in situazioni di emergenza energetica e ha la funzione di compensare l’incremento dei costi operativi, proteggendo così catene di approvvigionamento e listini di prodotti essenziali.
Meccanismi anti‑speculazione e poteri di controllo
Il decreto affida maggiori poteri di vigilanza a Mr. Prezzi e prevede sanzioni per chi dovesse approfittare della crisi per innalzare i listini in modo ingiustificato. Il fulcro del sistema è un vincolo che lega in modo stretto il prezzo finale applicato ai distributori all’andamento reale del prezzo del greggio sui mercati internazionali: l’obiettivo è impedire che il taglio delle accise finisca per alimentare margini non dovuti agli operatori della filiera.
Come funzionerà il controllo
La misura prevede verifiche incrociate e la possibilità di attivare procedure sanzionatorie contro benzinaio e fornitori che non adeguano i prezzi alla diminuzione del greggio o che mostrano discrepanze anomale. Il rafforzamento dei controlli coinvolge Guardia di Finanza, Antitrust e i soggetti responsabili dell’osservatorio dei prezzi, con l’intento dichiarato di rendere il meccanismo rapidamente operativo.
Contesto politico, incontri e reazioni
La decisione è maturata dopo una giornata di incontri sull’asse Roma‑Milano: al mattino la presidente del Consiglio ha ricevuto il ministro del Mef, Giancarlo Giorgetti, e il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, mentre nel pomeriggio il vicepremier Matteo Salvini ha convocato a Milano 37 rappresentanti delle compagnie petrolifere per un confronto diretto. Il decreto è arrivato dopo pressioni politiche e critiche dell’opposizione, che ha definito la mossa insufficiente o di natura elettorale.
Dal governo si sottolinea che l’aumento registrato in Italia è stato finora più contenuto rispetto ad altri grandi Paesi europei, ma si aggiunge che non basta e che l’intervento è necessario per prevenire ulteriori impennate. Le misure sono presentate come temporanee e mirate a tutelare consumatori, imprese e trasporto merci fino a quando l’evoluzione internazionale non consentirà valutazioni più stabili.