> > Drone colpisce la base in Kuwait: il Predator MQ-9A italiano distrutto ma nes...

Drone colpisce la base in Kuwait: il Predator MQ-9A italiano distrutto ma nessun ferito

drone colpisce la base in kuwait il predator mq 9a italiano distrutto ma nessun ferito 1773617230

Un drone ha colpito uno shelter ad Ali Al Salem distruggendo un MQ-9A Predator: il personale italiano è al sicuro e Roma mantiene gli impegni internazionali

Il 15 marzo 2026 la base di Ali Al Salem, in Kuwait, è stata colpita da un attacco con drone che ha centrato uno shelter dove era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto italiano, andato distrutto. Le autorità militari hanno fatto sapere che non ci sono stati feriti tra i militari italiani e che il personale presente era stato messo in sicurezza prima dell’impatto; la notizia è stata diffusa dal Capo di Stato Maggiore della Difesa attraverso comunicazioni ufficiali.

Il bersaglio e l’assetto distrutto

Il mezzo colpito apparteneva alla Task Force Air italiana ed era un MQ-9A Predator, un dispositivo chiave per le attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione. Secondo i comandi militari, l’attacco ha interessato un capannone della base dove il drone era ricoverato: il velivolo è stato dichiarato distrutto ma il personale non è stato coinvolto grazie alle procedure di sicurezza attivate in precedenza.

Caratteristiche operative del Predator

Il Predator MQ-9A è un velivolo a lunga autonomia impiegato per la raccolta di informazioni e il monitoraggio aereo: può restare in volo per molte ore e operare ad alta quota, fornendo dati in tempo reale grazie a sensori elettro-ottici e infrarossi. Il valore complessivo di un sistema di questo tipo, comprensivo di sensori e infrastrutture a terra, è stimato in milioni di euro, riflettendo l’importanza dell’assetto per le missioni di sorveglianza nella regione.

La reazione delle istituzioni italiane

Il governo ha seguito l’evolversi della vicenda con grande attenzione: il ministro degli Esteri ha assicurato in tv che l’attacco era rivolto principalmente a forze statunitensi e che non si è trattato di un’azione mirata specificamente contro gli italiani, ribadendo con forza il principio “non ci facciamo intimidire“. Il ministro della Difesa ha informato per le vie brevi i leader delle forze politiche, mentre il Capo dello Stato ha seguito giorno per giorno gli sviluppi insieme agli altri vertici istituzionali.

Comunicazione e tutela del personale

Il Capo di Stato Maggiore ha sottolineato che il dispositivo italiano era stato parzialmente alleggerito nei giorni precedenti come misura precauzionale: alcuni militari sono stati trasferiti e nelle settimane immediatamente precedenti si è proceduto a una riduzione del personale operativo nella base per concentrare solo le attività essenziali. I comandi hanno mantenuto contatti costanti con il personale sul terreno per verificare lo stato di sicurezza e garantire la continuità delle operazioni ritenute indispensabili.

Implicazioni operative e coordinate europee

Alla luce dell’attacco, il governo italiano ha confermato l’intenzione di non ritirarsi dalle missioni ma di adattare il dispositivo locale per tutelare il personale. Sul piano internazionale, sono previsti contatti e riunioni a Bruxelles per coordinare risposte comuni tra partner europei, sia sul versante della sicurezza che su quello economico, per affrontare gli effetti immediati sui mercati energetici. Il tema delle quote di emissione e di strumenti come l’ETS è entrato nella discussione politica, con il governo che si prepara a portare all’attenzione europea proposte e richieste di intervento.

La vicenda ha sollevato anche sollecitazioni da parte dei gruppi parlamentari che chiedono piena informazione e garanzie: per il momento le istituzioni ribadiscono che l’obiettivo è tenere al sicuro i militari e al contempo rispettare gli impegni internazionali. Nel mentre, il coordinamento tra il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), il Capo di Stato Maggiore e i ministri competenti resta costante per valutare eventuali ulteriori misure e per monitorare il quadro di sicurezza nella regione.