L’Ucraina ha colpito nuovamente le infrastrutture energetiche russe con un attacco mirato a una petroliere nel Mar d’Azov. L’incidente, avvenuto mentre la nave entrava nel Canale Azov-Mar Nero è stato confermato da Yury Slyusar governatore della regione di Rostov. L’incendio causato dall’attacco è stato rapidamente domato, e fortunatamente non ci sono state vittime né rischi di dispersione di petrolio poiché la nave era vuota.
Questo attacco fa parte di una più ampia campagna ucraina volta a disruptare le forniture di carburante alle forze russe e a isolare la Crimea occupata da Mosca. Negli ultimi giorni, le forze ucraine hanno intensificato gli attacchi contro le infrastrutture logistiche e energetiche nella penisola, causando gravi carenze di carburante e portando le autorità a dichiarare lo stato di emergenza.
L’offensiva ucraina nel Mar d’Azov
Il comandante delle forze di droni ucraineRobert Brovdi ha dichiarato che 14 navi russe tra cui 10 petroliere sono state colpite domenica. Tra i bersagli anche quattro traghetti. Negli ultimi sette giorni le forze ucraine hanno colpito un totale di 90 navi russe nel Mar d’Azov, dimostrando una significativa escalation delle operazioni.
Questa strategia mira a ostacolare il rifornimento di carburante alle truppe russe e a limitare l’accesso alla Crimea una regione strategica per Mosca. Gli attacchi ripetuti hanno causato interruzioni significative nelle catene di approvvigionamento russe, costringendo le autorità a prendere misure di emergenza per mitigare l’impatto.
L’impatto sugli impianti energetici russi
Oltre agli attacchi nel Mar d’Azov, l’Ucraina ha colpito anche un impianto di raffinazione del petrolio nella regione di Samara durante la notte. Questa mossa fa parte di una più ampia campagna per ridurre i ricavi che la Russia ottiene dalle esportazioni di prodotti petroliferi, fondamentali per finanziare la guerra contro l’Ucraina.
Negli ultimi mesi, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe colpendo raffinerie e altre strutture critiche. Questi attacchi mirano a indebolire la capacità produttiva della Russia e a ridurre le sue entrate mettendo pressione sull’economia russa e sulle sue capacità militari.
Le conseguenze per la Crimea
La Crimea annessa dalla Russia, è diventata un bacino strategico per le operazioni militari russe. Tuttavia, gli attacchi ucraini stanno causando gravi disagi alla popolazione locale e alle forze russe. Le carenze di carburante e le interruzioni delle forniture stanno mettendo a dura prova la capacità di Mosca di mantenere il controllo sulla penisola.
Le autorità russe hanno dichiarato lo stato di emergenza in Crimea, un segnale della gravità della situazione. Questo stato di emergenza permette alle autorità di attuare misure straordinarie per affrontare la crisi, ma non risolve i problemi di fondo causati dagli attacchi ucraini.
Mentre il conflitto continua, l’Ucraina sta dimostrando una crescente capacità di colpire le infrastrutture critiche russe, cambiando le dinamiche della guerra e mettendo pressione su Mosca per trovare soluzioni alternative per sostenere le sue operazioni militari.
