Un attacco con droni ucraini ha colpito la penisola di Crimea, controllata dalla Russia, causando quattro vittime e danni significativi alle infrastrutture. Le autorità russe hanno sospeso le vendite di carburante e fermato il traffico sul ponte di Kerch, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato gli attacchi come risposta alle aggressioni russe.
L’attacco, avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 giugno, ha colpito diverse località della Crimea, tra cui Kerch, Bakhchysarai, Sevastopol e Simferopol. Le esplosioni hanno causato incendi in vari depositi di carburante e infrastrutture militari, interrompendo i servizi essenziali.
Le conseguenze immediate dell’attacco
Le autorità russe hanno riferito che quattro persone sono morte e 28 sono rimaste ferite a causa dell’attacco.
Sergey Aksyonov, governatore della Crimea sostenuto da Mosca, ha annunciato la sospensione delle vendite di carburante a partire dalle 09:00 del 21 giugno, limitando la distribuzione solo alle imprese statali. Inoltre, il traffico sul ponte di Kerch, che collega la Crimea alla Russia, è stato temporaneamente interrotto.
L’attacco ha anche colpito un terminale petrolifero nella regione russa di Krasnodar, causando la morte di una persona su un traghetto.
Le autorità russe hanno affermato che centinaia di droni ucraini sono stati intercettati durante la notte.
Le dichiarazioni di Zelensky
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato gli attacchi, definendoli una risposta giustificata alle aggressioni russe. Zelensky ha dichiarato che gli attacchi hanno colpito infrastrutture militari e logisticheoltre a quattro stazioni radar e due sistemi di difesa aerea. Ha inoltre affermato che gli attacchi mirano a colpire le risorse energetiche russe, fondamentali per finanziare la guerra.
“Tutte queste azioni sono una giusta risposta agli attacchi brutali della Russia contro il nostro popolo“, ha dichiarato Zelensky. Gli attacchi ucraini fanno parte di una strategia più ampia per colpire le infrastrutture energetiche russe, inclusi raffinerie di petrolio e depositi di carburante.
L’impatto sulle infrastrutture energetiche russe
Gli attacchi ucraini hanno causato danni significativi alle infrastrutture energetiche russe. Secondo Energy Intelligencecirca un terzo della capacità di raffinazione del petrolio russo è fuori servizio a causa degli attacchi. Inoltre, le esportazioni di carburante sono state vietate dal mese di aprile, e alcune stazioni di servizio in Russia hanno introdotto razionamenti.
L’attacco del 21 giugno segue una serie di operazioni simili negli ultimi mesi. Il 18 giugno, un attacco con droni ha colpito una raffineria di petrolio a Mosca, considerato il più grande attacco ucraino sul territorio russo dall’inizio dell’invasione. Inoltre, il 20 giugno, le forze ucraine hanno colpito quattro stazioni di compressione del gas in Crimea e un ponte automobilistico nel regione di Kherson.
Le tensioni tra Ucraina e Russia continuano a crescere, con attacchi reciproci che colpiscono infrastrutture critiche e civili. Mentre i colloqui di pace rimangono bloccati, il conflitto sembra destinato a protrarsi, con conseguenze sempre più gravi per entrambe le parti.
