×

E.Romagna: riapre a Rimini la Chesa de Vein, la nuova scommessa dell'imprenditore Rino Mini

default featured image 3 1200x900 768x576

Rimini, 30 giu. (Adnkronos/Labitalia) – Un’altra struttura importante per tutto ciò che ha rappresentato nel tempo per la città, un pezzo di storia amata e condivisa da tanti, sta per essere restituita ai riminesi. Dopo un lungo abbandono a cui hanno fatto seguito accurati lavori di ristrutturazione, la famosa Chesa de Vein torna ad aprire i suoi cancelli sulla centrale via Dante.

E lo fa in pompa magna, con un restauro che le dona un aspetto decisamente migliore di quanto si potesse ricordare. E non poteva essere altrimenti perché del suo recupero si è occupato il noto imprenditore Rino Mini che a Rimini ha già dimostrato buon gusto estetico e capacità di innovare l’offerta enogastronomica locale con il Ferramenta Cafè, aperto l’anno scorso su piazza Cavour e dedicato, con arredi esclusivi e foto iconiche, a Federico Fellini e al mondo del cinema.

"Innanzitutto la completezza dell’offerta – illustra Mini – in quanto, per esempio, ospita una pizzeria diversa da tutte perché dotata di una sua linea produttiva di mozzarella sia di bufala che di fiordilatte vaccino. Le pizze gourmet di Mimmo Fabozzi, leggere grazie alla lunga lievitazione e dal gusto inimitabile per gli ingredienti di elevato livello qualitativo, assumeranno così quel valore aggiunto che poche altre possono vantare. È inoltre stato attivato un laboratorio che sforna quotidianamente pani fragranti con grani antichi, pasticceria tradizionale da forno e da credenza, che saranno al servizio soprattutto del ristorante allestito nel corpo centrale della struttura".

"Con il nostro chef Leonardo Rossetto – prosegue Rino Mini – abbiamo puntato su quanto solletica l’immaginario della gente in fatto di cibo: pescato del giorno, carni di allevamenti locali, frollate con il sistema dry-aged per tutelarne ed esaltarne il sapore, verdure e ortaggi biologici anche dagli orti di nostra proprietà. Non per niente il sottotitolo dell’insegna è 'marinai e macellai in cucina', ossia l’autentica tradizione locale nel solco della precedente gestione Giorgini che ne aveva fatto 'il ristorante dei riminesi', ossia il luogo amato dalle famiglie che qui trovavano i cibi della memoria e il clima dei giorni di festa.

Oggi i clienti – spiega Rino Mini – cercano una cucina riconoscibile, più di sostanza che di apparenza e corrispondente al prezzo pagato”.

Ma come affrontare l’attuale problema della mancanza di personale e il rincaro delle materie prime che affliggono tutta la ristorazione? "Siamo riusciti a selezionare personale attirato dal nostro format e in grado di far fronte, sia in cucina che in sala, ai 100 posti interni e ai 2/300 della veranda e del giardino. Ma pensiamo anche al futuro perché il settore necessita di personale qualificato. Istituiremo pertanto nel 2023, una vera e propria Accademia in grado di formare cuochi, camerieri, sommelier. La scuola, di alto livello, sarà dotata di un convitto affinché gli iscritti nei mesi di permanenza didattica, vivano pienamente l’esperienza formativa, fatta anche di disciplina, partecipazione, condivisione. Quanto alle materie prime, il circuito dei miei ristoranti Ferramenta a Rimini, Santarcangelo, San Marino, ci permette di acquistare i migliori prodotti al miglior prezzo”.

Quanto alla Chesa de Vein, sottolinea, "abbiamo deciso innanzitutto di conservarne il nome originario che lo collega, per tutti i riminesi, alla storia della pallacanestro biancorossa, sia nel locale, sia nel grande parcheggio che ha ospitato la prima partita della Libertas contro la Fortitudo Bologna, di cui abbiamo riprodotto pittoricamente le immagini sui muri esterni".

"I clienti che parcheggeranno (gratuitamente, inserendo lo scontrino della consumazione) faranno un’esperienza immersa nella nostra realtà e nella storia di questo locale, fin dal loro arrivo qui da noi, un arrivo facilitato anche dalle navette che, su semplice chiamata, potranno fare da spola tra il ristorante e i parcheggi satellite dell’area urbana”, conclude.

Contents.media
Ultima ora