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Economia russa: Peskov difende la stabilità mentre calano i ricavi petroliferi

Economia russa: Peskov difende la stabilità mentre calano i ricavi petroliferi

Dmitry Peskov assicura che la stabilità macroeconomica della Russia è «assolutamente garantita», pur riconoscendo l'impatto della volatilità del mercato energetico e le pressioni sul bilancio statale.

Dmitry Peskov portavoce del Cremlino ha riaffermato che la stabilità macroeconomica della Russia rimane solida, nonostante i contraccolpi legati alla volatilità dei prezzi energetici e alle pressioni interne sul bilancio.

Nel corso di un briefing con la stampa, Peskov ha sottolineato che, sebbene la situazione sui mercati petroliferi globali sia caratterizzata da ampia volatilità, non esistono motivi per dubitare della tenuta complessiva dell’economia nazionale.

Ha inoltre evidenziato un progressivo aumento delle entrate dal settore non legato a petrolio e gas.

Impatto sui conti pubblici: deficit e calo delle entrate

Il bilancio federale russo sta affrontando un buco di entrate pari a 2,1 trilioni di rubli una perdita attribuita a utili societari più deboli, alla diminuzione dei prezzi del greggio e all’apprezzamento del rublo.

Allo stesso tempo, le spese statali legate all’economia di guerra hanno portato il deficit oltre i 6 trilioni di rubli nei primi cinque mesi dell’anno, un onere rilevante per le finanze pubbliche.

Fluttuazioni del prezzo del petrolio

Il mercato energetico ha mostrato movimenti estremi: in un periodo di rialzi legati a eventi geopolitici, il greggio di riferimento russo Urals aveva toccato picchi intorno a 120 dollari al barile per poi scendere a circa 65 dollari al barile.

Peskov ha ammesso che «la forte volatilità sui mercati del petrolio» incide sull’economia globale e quindi anche su quella russa, pur difendendo la resilienza delle finanze statali.

Reazioni dei mercati e politica monetaria

Il sentiment degli investitori ha risentito delle tensioni: l’indice di riferimento MOEX ha perso oltre il 4% in una seduta, segnando il valore più basso registrato in oltre tre anni e proseguendo una discesa che si protrae da quindici settimane. Anche la decisione della banca centrale di effettuare un lieve taglio del tasso di interesse ha dato segnali contrastanti: sebbene la mossa fosse moderata, ha lasciato intendere che i tassi resteranno elevati più a lungo del previsto, alimentando l’incertezza degli operatori.

Inflazione e approvvigionamento di carburante

Un ulteriore elemento di rischio per la stabilità interna è l’inflazione: attacchi con droni da parte dell’Ucraina hanno preso di mira raffinerie e reti di distribuzione del carburante in Russia, con ripercussioni sulla disponibilità di combustibile. Queste interruzioni hanno indotto le autorità a introdurre misure di razionamento del carburante in alcune aree, una risposta che evidenzia come la sicurezza degli approvvigionamenti possa influenzare i prezzi e i ritmi di inflazione.

Dichiarazioni ufficiali sulla diversificazione delle entrate

Peskov ha insistito sul fatto che, sebbene i proventi petroliferi restino una componente significativa del budget, la quota di entrate non legate a petrolio e gas sia in crescita. Questa affermazione vuole sottolineare un presunto spostamento strutturale verso una maggiore diversificazione delle entrate statali, pensata per ridurre la vulnerabilità ai cicli dei prezzi energetici.

Nel ribadire che «la stabilità macroeconomica è assolutamente garantita», il portavoce ha cercato di calmare i timori legati alle oscillazioni dei mercati e alla pressione fiscale. Tuttavia, i dati sul deficit, il calo dei ricavi petroliferi e la reazione dei mercati finanziari restano indicatori concreti delle sfide che l’economia russa deve ancora affrontare.

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