Le prove orali della Maturità rappresentano il momento conclusivo dell’esame di Stato e, allo stesso tempo, una delle fasi più significative per valutare le competenze degli studenti. Con le nuove disposizioni introdotte per il 2026, il colloquio assume una struttura più rigorosa e diventa obbligatorio, con l’obiettivo di verificare non solo le conoscenze disciplinari, ma anche la capacità di collegamento, di argomentazione critica e il livello di maturazione personale raggiunto al termine del percorso scolastico.
Maturità 2026, tutto pronto per le prove orali: il 16 giugno è stata estratta la lettera che stabilisce l’ordine di inizio
È la giornata che segna l’inizio della fase conclusiva — e spesso percepita come la più impegnativa — per gli oltre 500mila studenti italiani dell’ultimo anno delle scuole superiori impegnati nella Maturità.
Il colloquio orale, previsto come ultima prova, rappresenta una tappa decisiva del percorso d’esame e segue una struttura organizzativa già definita dal sistema scolastico.
Una delle principali novità introdotte per il 2026 riguarda proprio lo svolgimento dell’orale, che diventa obbligatorio in modo pieno: non è più possibile sottrarsi alla prova confidando nei punteggi degli scritti.
In seguito a quanto accaduto nelle precedenti sessioni, il Ministero dell’Istruzione e del Merito Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stabilito che la mancata partecipazione attiva comporta l’esito negativo dell’esame.
In questo contesto, il governo ha chiarito che la nuova impostazione “mira a verificare l’apprendimento in ciascuna disciplina, la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto”.
La gestione delle prove è stata organizzata anche dal punto di vista pratico: il 16 giugno alle ore 8.30 è stata estratta la lettera alfabetica che stabilisce l’ordine dei colloqui, comunicato agli studenti tramite registro elettronico o segreteria scolastica. Ogni giornata prevede un massimo di cinque candidati interrogati.
Maturità 2026, tutto pronto per le prove orali: data, punteggio e durata del colloquio
Il colloquio orale ha una durata indicativa compresa tra 40 e 60 minuti e può incidere fino a 20 punti sul voto finale. Tra le novità della griglia di valutazione è stato inserito un ulteriore parametro: il “grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”. Inoltre, viene considerato anche l’impegno complessivo dello studente, sia in ambito scolastico sia in attività coerenti con il percorso formativo.
Un cambiamento rilevante riguarda anche la struttura dell’orale: viene eliminato lo “spunto” iniziale casuale dei docenti. Al suo posto, lo studente avvia il colloquio con una riflessione sul proprio percorso, eventualmente supportata dal “curriculum dello studente”. Successivamente, la prova si articola in quattro fasi: analisi di quattro discipline fissate dal Ministero, esposizione delle esperienze di PCTO (percorsi scuola-lavoro) e confronto su temi di Educazione Civica legati a Costituzione, cittadinanza e sostenibilità.
Le materie variano a seconda dell’indirizzo. Nei licei, ad esempio, il Liceo classico include italiano, latino, storia e matematica; il Liceo scientifico italiano, matematica, storia e scienze naturali; il Liceo linguistico italiano, due lingue straniere e scienze naturali; il Liceo delle scienze umane italiano, scienze umane, lingua straniera e storia dell’arte. Negli altri indirizzi rientrano discipline specifiche come teoria della musica, danza, filosofia o discipline artistiche. Negli istituti tecnici, le combinazioni includono materie come economia aziendale, diritto, informatica, meccanica, progettazione e lingue straniere, a seconda dell’indirizzo (AFM, turismo, informatica, meccanica, costruzioni e altri). Nei professionali, invece, il colloquio si concentra su discipline come lingua italiana e inglese, psicologia, diritto, economia, laboratori tecnici e materie professionalizzanti legate ai singoli percorsi (ad esempio enogastronomia, servizi commerciali, manutenzione o socio-sanitario).
La riforma dell’esame di Stato voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha quindi inciso soprattutto sull’orale, rendendolo più strutturato e valutativo. L’obiettivo è rafforzare la capacità dello studente di collegare conoscenze, argomentare in modo autonomo e dimostrare una preparazione complessiva più consapevole, superando la semplice esposizione nozionistica.
