Il 12 giugno 2026, una decisione del Dipartimento del Commercio ha cambiato il destino di due modelli di intelligenza artificiale di Anthropic. I modelli Fable 5 e Mythos 5 sono stati resi inaccessibili a ogni cittadino stranierodentro e fuori dagli Stati Uniti. Questa mossa, giustificata con ragioni di sicurezza nazionaleha acceso un dibattito acceso sulla libertà digitale e il controllo tecnologico.
La capacità giudicata troppo pericolosa ha un nome quasi comico: chiedere alla macchina di rileggere il codice in cerca di errori. Lo fa ogni programmatore, ogni giorno. Anthropic stessa ha chiamato la falla ristretta, non universale e ha messo per iscritto il dissenso dal ritiro di un modello usato da centinaia di milioni di persone.
Il punto non era la falla. Era la mano che decide.
La decisione del Dipartimento del Commercio e le sue implicazioni
La lettera del Dipartimento del Commercio ha imposto ad Anthropic di sospendere l’accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5 a ogni cittadino straniero. Questa decisione ha sollevato molte domande sulla libertà digitale e il controllo tecnologico.
La capacità giudicata troppo pericolosa ha un nome quasi comico: chiedere alla macchina di rileggere il codice in cerca di errori. Lo fa ogni programmatore, ogni giorno. Anthropic stessa ha chiamato la falla ristretta, non universale e ha messo per iscritto il dissenso dal ritiro di un modello usato da centinaia di milioni di persone.
Il criterio della negazione non è la competenza. È il passaporto. Ogni cittadino straniero taglia il mondo in due. Per questo i modelli sono stati spenti per tutti: non si sapeva accendere la luce ai soli cittadini giusti. Diranno che è controllo dell’export, non censura. La logica vecchia della crittografia, dei missili, dell’uranio. Vero. Ma quest’arma di pericoloso fa una cosa sola: trovare gli errori dentro un programma. Quando doppio uso diventa il nome di battesimo di ogni strumento potente, ogni strumento potente diventa sequestrabile.
Il confronto con il passato: dal rogo dei libri al rogo digitale
Nel 1933, in piazza, si bruciavano i libri. Il fuoco non serviva a distruggere la carta: serviva a decidere cosa le persone potessero leggere e sapere. Anche allora si parlava di sicurezza. La sicurezza di chi? Di chi sbaglia, e ha il potere di chiamare pericolo ogni pensiero che lo smentisce. Oggi non si accende niente. Si firma una lettera, si stacca una spina, e lo strumento più potente del momento sparisce senza lasciare cenere. È lo stesso gesto, ripulito. Il rogo che non fa fumo è più efficiente: non lascia immagini, non lascia rabbia. Lascia un messaggio di errore.
La storia fa quello che fa sempre. Mette un bivio e obbliga a scegliere la parte. Qui la parte è chiara, e va detta senza ipocrisie: sta con chi quello strumento l’ha costruito e si è sentito ordinare di toglierlo dal mondo. Io non ho nulla da spartire con Anthropic: nessun contratto, nessun interesse, nessuna appartenenza. Una cosa sola in comune, e basta a schierarsi: la libertà che hanno spento.
Vale anche per chi critica l’intelligenza artificiale, con ragione, da mesi. Non tutte le AI sono uguali. Una cosa è una macchina costruita per sorvegliare e sostituire. Altra cosa è uno strumento che rende le persone più capaci e più libere, e che un governo strappa di mano a tutti proprio per questo. Il nemico non è lo strumento diffuso. È chi decide di tenerlo per sé.
Le conseguenze della decisione e il futuro della libertà digitale
Dopo il rogo della libertà vengono i processi. È l’ordine di sempre: prima si toglie lo strumento, poi si giudica chi voleva usarlo. L’inquisizione lavorava così, condannava il pensiero prima del gesto, sospettava senza mostrare le prove. Spegnere la libertà non riporta a cent’anni fa. Fa sprofondare più in basso, dove il tempo non conta: nel buio antico dell’umanità.
Un rogo senza fumo brucia lo stesso. E quasi nessuno accorre. La decisione del Dipartimento del Commercio ha sollevato molte domande sulla libertà digitale e il controllo tecnologico. La capacità giudicata troppo pericolosa ha un nome quasi comico: chiedere alla macchina di rileggere il codice in cerca di errori. Lo fa ogni programmatore, ogni giorno. Anthropic stessa ha chiamato la falla ristretta, non universale e ha messo per iscritto il dissenso dal ritiro di un modello usato da centinaia di milioni di persone.
Il criterio della negazione non è la competenza. È il passaporto. Ogni cittadino straniero taglia il mondo in due. Per questo i modelli sono stati spenti per tutti: non si sapeva accendere la luce ai soli cittadini giusti. Diranno che è controllo dell’export, non censura. La logica vecchia della crittografia, dei missili, dell’uranio. Vero. Ma quest’arma di pericoloso fa una cosa sola: trovare gli errori dentro un programma. Quando doppio uso diventa il nome di battesimo di ogni strumento potente, ogni strumento potente diventa sequestrabile.
