Il vertice del G7 tenutosi a Evian ha prodotto una serie di dichiarazioni e colloqui che hanno condensato questioni geopolitiche, tecnologiche e di sicurezza. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari ha definito l’esito del summit con un giudizio netto: «Il G7 è andato molto bene». In chiusura dei lavori sono state incluse indicazioni ritenute importanti dall’Italia, mentre nei corridoi e nei meeting bilaterali si sono svolti scambi altrettanto significativi tra i protagonisti internazionali.
Secondo il rappresentante italiano, nelle conclusioni finali del G7 sono state inserite due linee d’azione su cui Roma avrebbe lavorato con determinazione: il contrasto all’immigrazione illegale a livello globale e il potenziamento degli sforzi contro i trafficanti di droga. Il sottosegretario ha rimarcato il buon clima tra i leader presenti e ha evidenziato, in particolare, il confronto informale tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump giudicato parte di un bilancio complessivamente positivo del summit.
Il riferimento di Fazzolari al successo del vertice sintetizza l’approccio con cui Roma ha rivendicato la propria influenza nelle negoziazioni e nelle formulazioni finali.
Colloqui bilaterali: Trump, Zelensky e Modi
Tra i momenti di maggiore attenzione vi sono stati i faccia a faccia che hanno coinvolto il presidente americano e altri leader. Donald Trump ha affermato di aver avuto conversazioni «productive» con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con il presidente russo Vladimir Putin, sostenendo che «qualcosa sta per succedere» in relazione a possibili sviluppi futuri.
Nel corso del vertice, Zelensky ha inoltre incontrato il primo ministro indiano Narendra Modi con cui ha discusso della possibilità di rafforzare progetti congiunti: «Grande potenziale per la cooperazione», è il concetto che Zelensky ha sintetizzato sui social, enfatizzando la volontà di sviluppare iniziative industriali e altri programmi condivisi attraverso squadre tecniche che lavoreranno sui dettagli.
Il dialogo Meloni-Trump
Prima della conferenza stampa conclusiva, è stato segnalato un nuovo colloquio informale tra Giorgia Meloni e Donald Trump immortalato in immagini diffuse da Palazzo Chigi. L’incontro, avvenuto su un divanetto del Royal Hotel, è stato descritto come cordiale e si è svolto poco prima della dichiarazione pubblica finale della premier italiana.
Intelligenza artificiale: richieste di regolazione e sovranità tecnologica
Al pranzo di lavoro dedicato all’intelligenza artificiale hanno preso parte i vertici di aziende e organizzazioni del settore, tra cui il CEO di OpenAI Sam Altman e il CEO di Anthropic Dario Amodei oltre a rappresentanti di Google DeepMind, Mistral, Cohere, Black Forest Labs e Synthesia. Altman ha lanciato un appello: i governi non devono delegare alle imprese la responsabilità della regolazione e sarebbe necessaria la creazione di un organismo internazionale incaricato di definire standard condivisi per la valutazione dei modelli più avanzati. L’idea di una piattaforma globale per test e valutazioni indipendenti sembra aver raccolto consenso tra i partecipanti.
Sovranità tecnologica e restrizioni sugli accessi
Nel dibattito è emerso anche il tema della sovranità tecnologica riacceso dal recente provvedimento statunitense che ha limitato l’accesso ai modelli avanzati di Anthropic per ragioni di sicurezza nazionale. Questa decisione e le misure adottate dalle aziende, come le restrizioni su Mythos 5 citate in sede di confronto, hanno alimentato preoccupazioni sulla dipendenza da tecnologie estere. Alcuni leader, come il primo ministro canadese, hanno invocato l’accesso aperto, mentre esponenti europei hanno ribadito la necessità di sviluppare capacità autonome.
Il vertice ha In questo quadro, le dichiarazioni di figure istituzionali e imprenditoriali hanno definito orientamenti che probabilmente continueranno a influenzare le agende politiche nei prossimi mesi.
