Recupero crediti, dove sta andando il mercato? I numeri del CVDAY18
Economia

Recupero crediti, dove sta andando il mercato? I numeri del CVDAY18

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La 12° edizione del CVDay18 serve a comprendere quale sia la situazione delle NPLs e quali misure sono necessarie per migliorarla.

Tra i maggiori problemi in Italia, si sa, ci sono gli NPLs, ovvero i Crediti Non Performanti, quei prestiti che le banche hanno concesso e che non possono venir ripagati dal debitore.

Di fatto le banche italiane ne sono piene (record tra le banche europee) e questo, unito alla regulation della BCE cui abbiamo assistito in questi anni, le porta a concedere sempre meno prestiti, il che tradotto in dati Istat parla di 60 miliardi di prestiti in meno alle imprese negli ultimi 2 anni, e ovviamente l’economia italiana fatica a tenere il passo di crescita delle sorelle maggiori europee.

Siamo stati quindi alla sua 12° edizione Credit Village Day 2018 per comprendere quanto grave sia la situazione ad oggi e quali misure si stiano prendendo gli attori del mercato NPLs per migliorare la situazione.

Recupero crediti, i numeri

Abbiamo scoperto che ad oggi i crediti deteriorati in circolazione in Italia superano i 400 miliardi di euro: oltre 220 miliardi stanno nei bilanci delle banche, 140 sono stati ceduti da queste ultime a società di investimento per “alleggerirsi”, e i restanti 50 miliardi invece si trovano nei bilanci delle aziende italiane.

Negli ultimi 12 mesi gli NPL “bancari” si sono ridotti di 79 miliardi per effetto delle della cessione di grossi portafogli dovute anche alle pressioni normative e ci si aspetta che a fine anno le cessioni raggiungano i 94 miliardi.

La giornata dello scorso 21 novembre è stata interamente dedicata ad affrontare questi argomenti con interventi e tavole rotonde il cui punto cardine erano gli NPLs.

Le previsioni degli interlocutori di questo CVDAY 2018 riguardanti il mondo dei prestiti prevedono il termine di questo ciclo di prestiti con tassi d’interesse ai minimi storici, il quale però non si ripercuoterà sui default che invece continueranno a diminuire.

Il 2019 sarà l’anno in cui faranno da protagonisti i servicer indipendenti, ovvero le società che si occupano di gestire i portafogli NPLs di banche e società d’investimento: difatti, se il 2018 è stato un anno sfavillante per chi ha venduto e comprato portafogli, adesso tocca ai servicer gestire la grande mole di crediti deteriorati.

A tal proposito siamo riusciti a intervistare Claudio Manetti, Amministratore Delegato di Fire SpA, che si è dichiarato molto fiducioso per il lavoro svolto dalla propria azienda.

Di recente Fire Spa ha anche sposato la filosofia del services “co-investitore” dei fondi d’investimento: “Serve a dimostrare la credibilità di tutto il lavoro di due diligence fatto a monte, perché dimostra ai fondi di investimento che crediamo così tanto nel lavoro di valutazione da essere disposti a co-investire insieme a loro.

I portafogli di NPLs hanno un ciclo di vita molto lungo. Noi abbiamo preferito investire comprando NPLs di piccole e medie dimensioni, sia garantiti che non garantiti da beni immobili, principalmente da istituti di credito di piccole e medie dimensioni, come la Banca Popolare Sant’Angelo, per via delle loro politiche di credito più affini alla nostra strategia”.

All’interno di questa edizione del CVDAY 2018 si è anche svolta la prima edizione del CVFintechDAY, che ha indagato l’impatto del fenomeno Fintech sull’industria del credito e dei servizi finanziari sia dal punto di vista degli intermediari tradizionali, che dei nuovi entranti e delle startup, con i nuovi servizi di Robo Advisor, Digital Brokerage, Micro-investing Platform.

Uno scenario in cui si stanno aprendo interessanti opportunità di business e partnership strategiche tra gli operatori tradizionali e i nuovi entranti.

Ne abbiamo approfittato per chiedere a Manetti qual è il rapporto tra i Servicer di settore consolidati e l’uso di tecnologia innovativa “Ovviamente non si può pensare di poter gestire tutta questa mole di dati senza un saggio uso di tecnologia. Noi in questi anni abbiamo rinunciato a fare EBIT per investire nella nostra piattaforma tecnologica: gestiamo 4,5 milioni di posizioni, le informazioni vanno ascoltate perché ci suggeriscono nuovi processi più efficienti. C’è bisogno di processi data-driven da applicare ai processi di recupero, che sono manuali e ripetitivi, insieme all’Intelligenza Artificiale che lavori con le valutazioni e i comparables degli immobili in garanzia per poter predire il prossimo scenario”

Data la complessità e la difficoltà di predire l’andamento di questo mercato, possiamo considerare la collaborazione come l’opzione migliore da intraprendere; non a caso sono diversi i recenti casi di fusioni e acquisizioni, anche con nuove realtà tecnologiche come le startup innovative fintech.

Tra le varie Startup presenti al CVDAY 2018 abbiamo intervistato la startup REVIVA, che si occupa di aiutare i gestori di NPLs a valorizzare il recupero dei loro NPLs garantiti da un bene immobile che sono destinati ad andare venduti all’asta giudiziaria.

“Delle circa 250.000 aste che ci sono annualmente in Italia, circa l’86% va deserta, ovvero non viene comprata da nessuno.

E questo si traduce in un nuovo bando di vendita della casa in asta, che tornerà dopo circa 6-8 mesi ad un prezzo svalorizzato di un ulteriore 25%. Questo fatto è aggravato ulteriormente dai costi di procedura esecutiva, se pensate che una banca mediamente spende il 25% di quello che recupererà” ci racconta Ivano De Natale, Ceo e Co-Fondatore della startup. “La nostra startup si occupa di vivacizzare le aste: cioè portiamo quante più persone a conoscenza di quell’asta” continua Giulio Licenza, l’altro socio Co-Fondatore a capo dello sviluppo della Startup “ne facilitiamo la partecipazione e le stimoliamo a gareggiare in asta rialzando il prezzo, fornendo loro una fotografia del valore reale di quell’immobile nel mercato libero e, in caso di investitore, li supportiamo strutturando dei business plan su misura per ogni possibile operazione immobiliare. Tutto questo ci è possibile grazie alla nostra tecnologia, che utilizza i big data sul mercato real estate e li elabora attraverso l’intelligenza artificiale. Questo si traduce per i nostri clienti in una rialzo medio del prezzo di vendita in asta del +56% rispetto al valore iniziale, e in una riduzione dell’11% del numero di aste deserte”.

Concludendo, sembrerebbe pronta l’alba di un nuovo mondo nel settore NPLs, in cui realtà consolidate e giovani aziende innovative lavorano a fianco, sviluppando nuove tecnologie che supportino e valorizzino i crediti deteriorati, nell’interesse sia di banche e società d’investimento che delle oltre 300.000 famiglie e 4 milioni di cittadini coinvolti.

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