Ue verso il taglio delle stime di crescita: Italia ferma allo 0.6%
Ue verso taglio stime di crescita: Fmi, Pil Italia +0,6% nel 2019
Economia

Ue verso taglio stime di crescita: Fmi, Pil Italia +0,6% nel 2019

Secondo alcuni documenti ottenuto dall'Ansa, la Commissione Europea sarebbe orientata al taglio delle previsioni di crescita per l'Italia.

Stando ad alcune informazioni ottenute dall’agenzia Ansa la Commissione Europea si starebbe probabilmente apprestando a tagliare le stime di crescita per il nostro paese relative al 2019. Se nella valutazione espressa nel mese di novembre 2018 la Commissione riteneva infatti che l’economia italiana sarebbe cresciuta nel 2019 solo dell‘1.2% – comunque uno dei peggiori risultati in Europa – secondo il nuovo documento nelle mani dei commissari, che sarà probabilmente pubblicato nella giornata del 7 febbraio 2019, il risultato sarà ancora peggiore. E registrerà una crescita dello 0,2%. Una stima, secondo le fonti Ansa, che terrebbe già in considerazione anche gli effetti della manovra varata a Dicembre.

La stima di Fmi e Banca d’Italia

Numeri che si discostano quindi sempre più da quelli previsti dal Governo italiano, secondo il quale l’economia del paese crescerà nel 2019 dell’1%. Una stima su cui aleggia però lo spettro della recessione tecnica, e che risulta non allineato con le stime fornite dalla stessa Banca d’Italia e dal Fondo Monetario Internazionale, secondo i quali la crescita dell’economia del nostro paese nel 2019 si fermerà allo 0.6%.

Un rallentamento, secondo L’Fmi, che troverebbe la propria causa in un rallentamento generalizzato della crescita in tutta l’area Euro, oltre che in “Una maggiore incertezza politica interna, come evidenziato dagli elevati costi del finanziamento del debito pubblico”. Insomma, secondo l’istituto guidato da Christine Lagarde sarebbero proprio le debolezze strutturali del nostro paese ad impedire una più stabile crescita economica. Debolezze che in caso di stress acuto potrebbero portare il nostro paese ad incontrare difficoltà significative.


La reazione del Pd

Secondo il Partito Democratico si tratta di numeri che, se dovessero venire confermati, renderebbero “Inevitabile una manovra bis”. Una situazione secondo Filippo Sensi, deputato Pd ed ex portavoce di Matteo Renzi e Gentiloni, per la quale gli italiani dovrebbero “Prepararsi a imbarazzanti smentite e mani avanti e unghie su vetro”.

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