Le elezioni comunali del 2026 rappresentano uno dei principali appuntamenti politici dell’anno, con centinaia di Comuni italiani chiamati a rinnovare sindaci e consigli comunali. Tra affluenza in calo, sfide simboliche nei grandi centri e possibili ballottaggi, il voto assume anche un valore nazionale in vista delle prossime elezioni politiche. Seggi aperti fino alle 15: poi via allo spoglio.
Elezioni comunali 2026: regole del voto e candidature
Le elezioni amministrative del 2026 interessano una parte significativa del territorio nazionale: “Quasi 750 Comuni interessati (di cui 18 capoluoghi)”, ai quali si aggiungeranno successivamente i centri della Sardegna, chiamati al voto secondo il calendario regionale. Nei Comuni sotto i 15mila abitanti è previsto un unico turno elettorale, mentre nei centri più grandi sarà necessario ottenere la maggioranza assoluta per essere eletti immediatamente.
In caso contrario, i due candidati più votati si confronteranno al secondo turno.
Tra le città più osservate figura Venezia, dove sono otto i candidati in corsa per la successione di Brugnaro. A Messina, invece, il voto anticipato arriva dopo le dimissioni del sindaco uscente Federico Basile, nuovamente candidato. A Salerno torna protagonista Vincenzo De Luca, già sindaco della città in passato e oggi di nuovo in campo.
Competizioni molto aperte anche a Mantova, Fermo, Macerata, Agrigento ed Enna, con coalizioni spesso frammentate e una forte presenza di liste civiche.
Intanto, il ministero dell’Interno ha ricordato che dati su affluenza e risultati saranno consultabili sulla piattaforma Eligendo e tramite l’app ufficiale dedicata alle consultazioni elettorali.
Elezioni comunali 2026, seggi aperti fino alle 15: alle 23 affluenza al 46,3%
Quasi 6,6 milioni di cittadini italiani sono stati chiamati alle urne per il rinnovo di sindaci e consigli comunali nelle Regioni a statuto ordinario. Le votazioni si sono svolte domenica 24 e lunedì 25 maggio 2026, con seggi aperti fino alle 15 del secondo giorno e immediato avvio dello scrutinio. Come sottolineato dai dati diffusi dal Viminale, “l’affluenza alle ore 23 è stata del 46,31%”, in calo rispetto al 50,20% registrato nella precedente tornata elettorale alla stessa ora.
L’appuntamento rappresenta uno snodo politico rilevante, considerato da molti l’ultimo vero banco di prova prima delle elezioni politiche del prossimo anno. Numerose le sfide simboliche sparse sul territorio nazionale: a Venezia il centrodestra tenta di raccogliere l’eredità di Luigi Brugnaro, mentre a Reggio Calabria si chiude il lungo ciclo amministrativo guidato da Giuseppe Falcomatà. Grande attenzione anche su città come Lecco, Mantova, Pistoia, Arezzo, Avellino e Crotone, dove il confronto tra centrodestra, centrosinistra e liste civiche appare particolarmente equilibrato. Nei Comuni con più di 15mila abitanti, se nessun candidato supererà il 50% dei voti, si tornerà alle urne per il ballottaggio previsto il 7 e l’8 giugno.