In un’intervista intensa rilasciata a Le Iene, Samurai Jay ha mostrato fotografie e ricordi che raccontano un passato segnato da oscillazioni estreme di peso e da difficoltà personali. Il cantante, divenuto noto al grande pubblico con il singolo Sta Andando Tutto al Contrario nell’estate del 2026, ha spiegato come la musica lo abbia accompagnato sin dall’infanzia e come alcune esperienze giovanili gli abbiano lasciato ferite profonde.
Durante la conversazione con Nicolò De Devitiis, l’artista campano ha toccato temi difficili ma fondamentali: le esperienze di bullismo, i lavori svolti prima della notorietà e la lotta contro i disturbi alimentari. Il racconto mescola ricordi privati e riflessioni pubbliche, con l’obiettivo evidente di offrire una testimonianza utile a chi si trova in situazioni analoghe.
Dalla gavetta al palco: il percorso umano e professionale
Prima della visibilità nazionale, Samurai Jay ha costruito la sua indipendenza con lavori umili e aspettative modeste: ha portato la spesa in macelleria, servito caffè per 80 euro a settimana e lavorato come centralinista in un call center. Queste esperienze hanno formato il suo rapporto con il denaro e con la responsabilità: l’artista sottolinea di non aver ricevuto nulla in regalo e di essere autonomo fin dall’adolescenza.
Musicalmente è presente da giovanissimo e, dal 2019, ha collaborato con nomi come Livio Cori, Boro, Geolier, Jake La Furia e Junior Cally, prima di conquistare il grande pubblico.
Il trauma dei disturbi alimentari
Nel raccontare i suoi anni più bui, Samurai Jay ha descritto oscillazioni di peso molto marcate: fotografie in cui mostrava oltre 100 kg si alternano ad immagini in cui appariva estremamente magro. L’artista ha ricordato che a quattordici anni è cominciata una fase in cui ha sofferto di bulimia e anoressia, comportamenti che in poco tempo lo portarono a perdere oltre 40 kg. Ha spiegato che, sebbene le immagini mostrassero un corpo sottile, solo sei mesi prima di quegli scatti pesava intorno ai 105 kg: una testimonianza che evidenzia la rapidità e la gravità dei cambiamenti subiti.
I segnali e le conseguenze fisiche
Il punto di svolta è stata una crisi fisica: un malore avvenuto mentre sollevava le buste della spesa, seguito da analisi che rivelarono valori alterati e il rischio reale per la sua vita. Samurai Jay ha raccontato di episodi di autolesionismo e di isolamento, di come arrivò a fingere di mangiare per non allarmare la madre e di come il rapporto con il cibo fosse diventato fonte di sofferenza continua. Queste parole fungono da monito sull’impatto che i disturbi alimentari possono avere sul corpo e sulla mente.
La ricerca di aiuto e la ripresa
La svolta per l’artista è arrivata grazie a un mix di cure esterne e alla forza ritrovata nella musica: chiedere aiuto è stato il primo passo verso la guarigione. Oggi Samurai Jay parla di una stabilità mentale in crescita e di un rapporto più sereno anche con la dimensione economica del successo; non teme la fama né i cambiamenti che essa comporta, e invita chi vive esperienze simili a non restare in silenzio.
Il peso del giudizio e il racconto del bullismo
Accanto ai problemi legati all’alimentazione, il cantante ha ricordato anni di prese in giro e aggressioni. A essere bersagliati non erano solo il corpo e l’aspetto fisico, ma anche i gusti musicali, il modo di vestire e l’atteggiamento personale: elementi che, in un contesto territoriale ristretto, venivano stigmatizzati. Samurai Jay descrive episodi di accerchiamenti, strattoni e calci che riceveva senza riuscire a reagire, con la conseguenza di tornare a casa a nascondere i segni delle violenze.
Un messaggio per chi soffre e i contatti utili
La testimonianza dell’artista si chiude con un invito potente: riconoscere il problema e rivolgersi a professionisti è fondamentale. Samurai Jay sottolinea che la musica è stata una risorsa salvifica, ma che il supporto esterno è spesso necessario. Per chi vive difficoltà simili, esistono numeri di aiuto dedicati: SOS Disturbi Alimentari: 800180969 e Telefono Amico Italia: 0223272327. Chiedere aiuto non è un errore, ma un passo verso la ripresa e la tutela della propria salute.