> > Flotilla, fermato un gruppo a Sirte: ipotesi arresto. Israele nega abusi sugl...

Flotilla, fermato un gruppo a Sirte: ipotesi arresto. Israele nega abusi sugli attivisti

flotilla abusi

Dieci attivisti della Flotilla sono irreperibili dopo il fermo a Sirte, tra cui due italiani: l’Idf, invece, smentisce le accuse di abusi.

Il caso riguarda la Global Sumud Flotilla, tra operazioni navali e terrestri dirette verso Gaza, e si concentra sulle accuse di presunti abusi dopo l’intercettazione delle imbarcazioni da parte dell’Idf e sulla contemporanea sparizione di contatti con alcuni attivisti del convoglio fermato in Libia orientale, dove si teme il possibile arresto di due cittadini italiani.

Il fermo della Flotilla: l’Idf respinge le accuse di abusi sugli attivisti

Le forze armate israeliane hanno respinto le accuse di presunti abusi ai danni degli attivisti della Flotilla durante le operazioni legate al blocco navale su Gaza, definito “istituito legalmente”. L’unità del portavoce dell’Idf ha dichiarato all’Ansa che le procedure interne prevedono che tutti vengano trattati “in modo rispettoso e appropriato” e che esistono regole “chiare e consolidate” per la gestione dei membri delle flottiglie intercettate.

È stato inoltre precisato che “non siamo a conoscenza di episodi specifici di violazione di tali procedure vincolanti all’interno delle Idf” e che “qualsiasi denuncia concreta sarà esaminata a fondo”.

Secondo quanto riferito da un ufficiale militare, dopo ripetuti avvisi via radio per cambiare rotta, le unità navali hanno abbordato le imbarcazioni effettuando controlli di sicurezza sui partecipanti.

Agli attivisti sarebbero stati forniti giubbotti di salvataggio prima del trasferimento su mezzi dell’Idf e poi al porto di Ashdod, dove la sorveglianza è stata affidata al servizio penitenziario e alla polizia per ulteriori verifiche. Le autorità israeliane hanno inoltre ribadito che l’area marittima vicino a Gaza è soggetta a blocco navale per ragioni di sicurezza, “in conformità con il diritto internazionale”, finalizzato a prevenire traffici illegali e minacce alla sicurezza dello Stato.

Flotilla, fermato un gruppo a Sirte con due italiani: “Forse arrestati”

Parallelamente alla componente marittima, il convoglio terrestre della Global Sumud Flotilla ha tentato di aprire un corridoio umanitario verso Gaza passando per la Cirenaica, ma la situazione si è complicata in Libia. A Sirte, un gruppo di dieci attivisti tra cui due italiani – ha perso i contatti dopo essere entrato nell’area controllata dalle milizie del generale Khalifa Haftar. La portavoce Maria Elena Delia ha spiegato: “Abbiamo perso i contatti con loro a Sirte” e, riferendosi ai due connazionali, ha aggiunto che si tratta di “un pugliese e una piemontese” e che “secondo quanto ci risulta finora, potrebbero essere stati arrestati”.

Come riportato dall’Ansa, tra i nomi citati figurano Domenico Centrone, 33 anni di Molfetta, e Dina Alberizia, piemontese, mentre una testimone, Sara Suriano, ha raccontato che il gruppo si era diretto verso il checkpoint per negoziare il passaggio dopo lo stallo dei contatti con le autorità locali. “Questa mattina tutto il convoglio si è diretto subito al confine di Sirte con la Libia est”, ha riferito, aggiungendo che dopo il superamento del varco “abbiamo perso ogni contatto”.

Nel frattempo l’unità di crisi della Farnesina ha avviato verifiche. Gli attivisti, prima dell’interruzione, avevano ribadito la natura pacifica della missione, sostenendo che “Ogni passo è compiuto nel rispetto del diritto internazionale” e che “Ogni partecipante è impegnato in azioni civili e non violente”.