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Morte Khashoggi, si stringe il cerchio intorno al principe

Le autorità turche continuano le indagini. Avrebbero individuato 7 persone vicine a bin Salman sospettate per la sparizione del giornalista dissidente

Jamal Khashoggi

Sono almeno cinque le persone sospettate dalle autorità turche di essere coinvolte nella sparizione del dissidente saudita Jamal Khashoggi, 4 di loro collegate al principe ereditario Mohammed bin Salman. Lo riporta il New York Times, secondo cui una delle persone identificate è un frequente accompagnatore del principe, visto con lui a Parigi e Madrid e fotografato con Mohammed durante le sue recenti visite negli Usa. Altri 3 sospettati sarebbero invece collegati alla scorta che si occupa della sicurezza del principe.

Trump difende il principe saudita

Donald Trump in una intervista alla Associated Press critica le voci di condanna che si stanno levando in giro per il mondo contro la monarchia saudita per la scomparsa del dissidente Jamal Khashoggi: “Ci siamo di nuovo. Sei colpevole finché non viene provato che sei innocente”, afferma il presidente americano, paragonando il caso del principe ereditario saudita Mohammed bin Slaman a quello del giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh.

Nuovi dettagli sulla morte del giornalista

Per il media filo-governativo turco Yeni Safak, Khashoggi sarebbe stato torturato e fatto a pezzi dentro il consolato saudita a Istanbul mentre era ancora vivo.

La testata cita una supposta registrazione audio di quei momenti da cui risulterebbe anche la presenza del console Mohammed al-Otaibi. “Fatelo fuori di qui, mi metterete nei guai”, si sentirebbe dire al console. “Se vuoi continuare a vivere quando torni in Arabia, stai zitto”, gli risponderebbe uno dei presunti assassini. Gli aguzzini di Khashoggi gli avrebbero tagliato le dita durante le torture, per poi decapitarlo. Il giornalista sarebbe morto in 7 minuti, secondo quanto riferito al Middle East Eye da un’altra fonte che avrebbe ascoltato l’audio.


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