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Nuova Zelanda, strage di balene: 150 morte spiaggiate

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In Nuova Zelanda sono state trovate circa 150 balene spiaggiate. Ancora sconosciute le cause dell'incidente: le indagini sono in corso.

A Wellington, capitale della Nuova Zelanda, è avvenuta una vera e propria carneficina: quasi 150 balene pilota sono state trovate morte spiaggiate in una piccola isola.

A riferirlo sono state delle autorità locali. Ora la notizia sta facendo il giro del mondo sperando che queste morti possano fare riflettere in merito alla situazione di emergenza inquinamento di mari e oceani.

La scoperta è stata fatta da un escursionista che, partito dalle spiagge della capitale, voleva fare visita all’isola Stewart. Una volta arrivato sull’isola, l’uomo ha assistito a una scena che mai si scorderà: 150 balene, più nello specifico Globicephala, della famiglia dei Delphinidae, decedute proprio davanti ai suoi occhi.

Al momento dell’avvistamento, una settantina di cetacei era già morta, mentre quasi tutti gli altri erano in gravi condizioni. I soccorsi sono arrivati tempestivamente, ma a nulla è servito: nessuna delle balene ancora in vita era curabile e i veterinari hanno proceduto con un’eutanasia di massa.

Il responsabile del Dipartimento delle operazioni di conservazione sull’Isola Stewart ha commentato: “E’ triste, ma le possibilità che potessero riprendere il mare erano bassissime e prendere questa decisione ci ha spezzato il cuore“.

Il ritrovamento di balene spiaggiate non è sicuramente una novità per la Nuova Zelanda: circa un’ottantina sono i casi durante l’anno, ma si tratta quasi sempre di singoli cetacei. Al contrario, l’arenamento di gruppi interi di cetacei può essere considerato molto raro e sicuramente anomalo. Ora le indagini sull’accaduto sono in corso