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Russiagate, Cohen “Trump ha mentito su Wikileaks e affari a Mosca”

Secondo Cohen, Trump era a conoscenza delle mail della Clinton nelle mani di Wikileaks e ha fatto affari con Mosca durante la campagna elettorale.

Cohen, Trump ha mentito
Cohen, Trump ha mentito

Proprio nelle ore in cui Donald Trump è impegnato in un summit con il leader nordcoreano ad Hanoi, un duro attacco al presidente americano arriva da Michael Cohen, legale del tycoon per oltre dieci anni e suo braccio destro durante la campagna elettorale del 2016.

Nel corso della sua deposizione davanti al Congresso, l’avvocato ha definito il presente “un razzista, un truffatore e un imbroglione“. Nella dichiarazione di apertura, Cohen ha promesso di presentare “documenti inconfutabili e informazioni accurate” in cambio della garanzia di protezione della sua famiglia “dalle minacce presidenziali”.

Wikileaks e gli affari a Mosca

Il legale ha confermato che Trump era a conoscenza che Wikileaks era entrato in possesso delle mail di Hillary Clinton, l’allora candidata democratica alla Casa Bianca.

Il futuro presidente sapeva, inoltre, che il sito fondato da Julian Assange avrebbe pubblicato tali documenti. Cohen ha fatto luce anche sui presunti affari che Trump ha gestito in Russia anche durante la campagna elettorale. “Io stavo negoziando per lui in Russia, ma lui mi guarda negli occhi e mi disse che non c’era alcun business in Russia”, ha raccontato l’avvocato. “Poi andò fuori e mentì agli americani affermando la stessa cosa.

In questo modo stava dicendo anche a me di mentire”. Gli affari a cui il legale ha fatto riferimento comprendono gli accordi per la costruzione di una Trump Tower a Mosca.

L’incontro con il delegato russo

Il tycoon si è inoltre sempre dichiarato completamente estraneo all’incontro, avvenuto nella Trump Tower di New York, tra il figlio e un delegato del governo russo che gli presentò del materiale scomodo sulla Clinton.

Ma, secondo Cohen, la verità è diversa. Il legale ha ricordato un episodio risalente al 2016, quando durante una riunione il figlio di Trump si avvicinò al padre dicendogli che “l’incontro è sistemato“, e lui gli rispose: “Bene, fammi sapere”. L’avvocato ritiene inoltre poco credibile che Trump Junior avrebbe mai potuto organizzare un simile meeting senza un accordo col padre: “Sapevo che alla accadeva nel mondo di Trump, soprattutto la campagna elettorale, senza la sua conoscenza e approvazione. Quindi ho concluso che Don Jr si riferisse all’incontro del giugno 2016 sul materiale scomodo su Hillary col delegato russo”.

Cohen ha però precisato che si tratta di sue supposizioni, prive di alcuna prova diretta di collusione tra la campagna elettorale di Trump e il governo di Mosca.

“Trump è un razzista”

Ciò di cui invece ha avuto esperienza diretta è la natura razzista e discriminatoria del presidente, ha dichiarato: “Un giorno mi disse che le persone nere non avrebbero mai votato per lui perché erano troppo stupide“. Per Cohen, “il signor Trump è un enigma”, che affascina e respinge al tempo stesso con la sua aura di successo. “È il male e il bene. È capace di atteggiamenti gentili, ma non è gentile. È capace di comportamenti tali, ma fondamentalmente non è leale. Non si aspettava di vincere le elezioni, non ha mai avuto intenzione di guidare questo Paese ma la considerava un’opportunità di marketing. Mentire era normale e nessuno attorno a Trump lo ha mai sottolineato”.

La risposta di Trump

Il presidente ha affidato a Twitter la sua risposta alle accuse mosse dal suo ex legale. “Michael Cohen è stato uno dei tanti avvocati che mi ha rappresentato (sfortunatamente)”, si legge sulla sua pagina social. “Ha anche altri clienti. È stato radiato dalla Corte Suprema per menzogna e frode. Ha fatto cose sbagliate che non hanno a che fare con me e ora sta mentendo per farsi ridurre la pena”.

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