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Hitler si è suicidato il 30 Aprile 1945: lo conferma studio sui denti
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Hitler si è suicidato il 30 Aprile 1945: lo conferma studio sui denti

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Adolf Hitler è morto suicida nell'Aprile del 1945: a darne la conferma ufficiale, uno studio sui denti del cadavere del dittatore nazista.

Il 30 Aprile 1945 Adolf Hitler si è suicidato all’interno di un elaborato rifugio antiaereo vicino alla Cancelleria del Reich, nota come Bunker, o il Führerbunker. Insieme al dittatore nazista, si è tolta la vita anche sua moglie Eva Braun.

Negli anni sono moltissime le teorie alternative riguardanti la fine di Hitler. Serie TV, libri e documentari hanno alimentato fantasie sulla possibile fuga del dittatore nazista in una piccola fattoria del Sud America. Ma questa ricerca toglie ogni dubbio.

L’autore principale della ricerca, il professor Philippe Charlier, è riuscito a confrontare la mascella detenuta dai russi con le cartelle dentali di Hitler, permettendo così al Führer di essere identificato.

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Il professor Charlier ha dichiarato: “L’abbiamo identificato per la prima volta con le sue dentiere, che erano estremamente insolite, in forme assolutamente straordinarie. C’era una perfetta corrispondenza anatomica e tecnologica”. All’età di 56 anni, Hitler aveva solo cinque dei suoi denti originali.

La loro analisi non ha mostrato alcuna traccia di carne. Questo ha confermato che Hitler era vegetariano.

Prese il veleno e si sparò

Lo studio ha reso possibile, inoltre, una dinamica più precisa dei momenti che hanno preceduto il suicidio. I depositi blu trovati grazie alla ricerca, supportano anche la teoria che Hitler abbia preso del cianuro prima di spararsi alla testa. Stando a quanto riportato dal sito thevintagenews.com, ciò conferma la cronologia sostenuta dagli storici: Hitler prima prese il veleno e poi si sparò.

Durante gli ultimi istanti della sua vita, Hitler salutò Bormann, Joseph Goebbels, le loro famiglie e altri membri del suo staff e insieme alla moglie Eva, si ritirò nel suo studio. Poi si sparò. Bormann, il cameriere di Hitler e altri, entrarono nello studio e trovarono i corpi. I cadaveri furono avvolti in una bandiera nazista, portati nel giardino della Cancelleria del Reich e bruciati con della benzina.

La volontà del Führer era chiara: il suo corpo e quello della moglie non sarebbero mai stati mutilati e mostrati al pubblico, come accadde a Benito Mussolini.

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