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Primo reato spaziale: astronauta accusata di spiare i conti dell’ex

L'episodio, secondo quanto poi riportato dalle informazioni trapelate, sarebbe avvenuto mentre la donna si trovava nello spazio.

primo reato spaziale

Compiuto il primo reato spaziale della storia. A firmarlo il tenente colonnello americana Anne McClain, colei candidata a diventare la prima donna sulla Luna. Il tutto ai danni dell’ex moglie dell’astronauta, Summer Worden, ex 007 dell’aeronautica che si è accorta di un’improvvisa violazione del suo conto corrente. Il tutto sarebbe avvenuto quando la McClain si trovava… nello spazio aperto.

Usa, primo reato spaziale

Sarebbe stato individuato – e smascherato, il primo reato spaziale informatico e bancario della storia, commesso niente poco di meno che da Anne McClain, pluridecorata astronauta tenente colonnello americana, mentre si trovava nella stazione internazionale Iss, astronave costruita più di vent’anni fa dalle agenzie spaziali di Stati Uniti, Russia, Europa, Canada e Giappone. La McClain, colei candidata a diventare la prima donna sulla Luna, avrebbe tentato di violare il conto corrente dell’ex moglie Summer Worden, ex 007 dell’aeronautica Usa, proprio mentre si trovava a bordo dell’incredibile astronave. La McCLain, una delle più note astronaute americane, ha recentemente effettuato una passeggiata spaziale, coronando una carriera stellare che l’ha vista ricevere l’onorificenza militare delle forze armate Usa riservate a “atti di eroismo, di merito o di servizio meritevole in zona di combattimento”.

Ma questa volta sembra che non ci sarà nessun riconoscimento per l’ultimo gesto compiuto dalla donna, colta con le mani nel sacco proprio dalla Worden.

Reato ad alta quota

La McClain avrebbe violato le credenziali d’accesso al conto bancario dell’ex moglie proprio mentre si trovava a bordo della Iss: ad accusarla la Worden, scrive il New York Times. In corso tra le due l’iter di separazione e la contesa di un figlio adottato: l’ex 007, accortasi della violazione, avrebbe chiesto alla banca di localizzare il computer da cui avveniva l’accesso e, sorpresa, si trattava di un network informatico della Nasa. Pochi i dubbi, quindi, per Summer Worden, che ha deciso di denunciare il fatto alla Federal Trade Commission e all’ispettore della Nasa, accusando la ex moglie prima di accesso improprio all’attività finanziaria privata e poi di furto d’identità. La McClain, dal canto suo, avrebbe fatto sapere tramite l’avvocato che stava effettuando un controllo delle finanze ancora in comune, com’aveva fin’allora sempre fatto tramite un accordo con la Worden, per assicurarsi che nel conto ci fossero disponibilità sufficienti per alcune spese del figlio.

Le due donne, sposatesi nel 2014, avevano avviato una contesa legale per il figlio nato nel 2015, con la Worden che nel 2018 aveva chiesto il divorzio dopo esser stata accusata dall’ex moglie di aggressione. Caso poi archiviato.


Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.


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Lavinia Nocelli

Lavinia Nocelli, classe '94, marchigianamente di Senigallia. Arrivata per la prima volta a Milano nel 2013, ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La mia tesi mi ha portato in Albania, dove ho realizzato un docufilm sulle nuove mete d'emigrazione Italiana, documentando la situazione a Tirana, la capitale. Nel mentre un docufilm in veste di aiuto registra con Francesca La Mantia, "La memoria che resta". Poi il fotoreportage nella "jungle" di Calais, Francia, il campo profughi da cui oltre 10000 rifugiati cercavano di passare i confini per arrivare nel Regno Unito. E i due anni a Parigi, all'Ecole Supérieur de Journalisme, dove ho seguito da vicino le manifestazioni dei Gilet Gialli. Fotogiornalista per Waamoz, scrivo tra Roma e Milano, dove collaboro con Notizie.it. Leggo per passione, scrivo per dovere: scambiate le frasi e aggiungete negativi in bianco e nero. E tanti chilometri in mezzo, percorsi e immaginati.

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