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Tragedia in un campo di sfollati: 8 bimbi uccisi, decine i feriti

Otto bambini hanno perso la vita in un campo di sfollati in Siria. L'attacco al campo profughi di Qah ha provato anche decine di feriti.

campo sfollati siria
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Un tragico attacco in un campo di sfollati in Siria ha causato la morte di 8 bambini e il ferimento di decine di persone. La denuncia arriva da Save the Children. Da quanto si apprende, inoltre, l’attacco al campo profughi di Qah, nel nord di Idlib, sarebbe avvenuto nella serata di giovedì 21 novembre. Nel campo risiedono almeno 800 famiglie e, come ricorda e conferma il partner Ataa di Save the Children, la zona ha subito una serie di attacchi che secondo le Nazioni Unite avrebbe causato la morte di 22 bambini in un solo mese.


Siria, attacco al campo di sfollati

Una tragedia quella avvenuta nella serata di giovedì 21 novembre: in un campo di sfollati in Siria sono morti 8 bambini e sono rimaste ferite decine di persone.

Da quanto si apprende in una nota di Save the Children, l’attacco è avvenuto al campo profughi di Qah, nel nord di Idlib ed è confermato anche dal partner Ataa. Secondo il racconto di alcune vittime ci sarebbero state alcune esplosioni. Inoltre, nell’attacco sono stati causati ingenti danni agli ospedali. Le mamme e i neonati che si trovavano nel reparto di maternità hanno subito alcune conseguenze.

Sonia Kush, responsabile di Save the Children per la Siria, infine, ha dichiarato: “I bambini e le famiglie nel campo di Qah hanno dovuto già fuggire da violenze, più volte, e avevano trovato rifugio in posto che doveva essere sicuro. La paura e lo shock che hanno subito in questo attacco è inimmaginabile. È fondamentale che la popolazione civile, e in particolare i bambini, vengano protetti come spettatori innocenti di una guerra che hanno solo subito”.

Il racconto

Hanan, una maestra di 27 anni, ha raccontato il dolore nel veder morire alcuni dei suoi alunni: “Sono rimasta al buio con i miei bambini, coperti dalla polvere, mentre cercavo di proteggerli con il mio corpo”.

“Ho visto le cose che bruciavano intorno – ha proseguito la donna – e mi sono accorta che il telone che ci faceva da soffitto non c’era più. Sono corsa fuori con i miei bambini a cercare un rifugio e ho visto che stavano cercando di tirare fuori i nostri vicini dalle macerie in mezzo a pezzi di corpi umani sparsi intorno”. “Mi hanno subito detto che Maya, una mia studente, era morta, era bravissima, l’avevo ripresa poche ore prima in un video, a scuola, mentre giocava – ha proseguito -. Maya voleva diventare un dottore per aiutare gli altri, non poteva immaginare che sarebbe stata invece lei una vittima”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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