> > Scoperta choc a Strozza: profanato il cadavere di Pamela Genini, vittima di f...

Scoperta choc a Strozza: profanato il cadavere di Pamela Genini, vittima di femminicidio

femminicio Pamela Genini

Tomba profanata a Strozza: ritrovato decapitato il corpo di Pamela Genini, vittima di femminicidio, durante il trasferimento al loculo di famiglia.

La tragica vicenda di Pamela Genini non si limita al femminicidio: dopo essere stata uccisa dall’ex compagno, il suo corpo è stato profanato e decapitato nel cimitero di Strozza, in un gesto che aggiunge crudeltà alla violenza già subita. Questa storia mette in luce non solo la gravità della violenza domestica e dello stalking, ma anche la vulnerabilità delle vittime e la necessità di protezioni efficaci, anche dopo la morte.

Il femminicidio di Pamela Genini e il profilo dell’aggressore

Pamela Genini era stata assassinata il 14 ottobre 2025 da Gianluca Soncin, 52 anni, suo ex compagno, sul terrazzino del suo appartamento in via Iglesias, quartiere di Gorla a Milano. La giovane aveva interrotto la relazione iniziata nel marzo 2024, durante la quale l’uomo aveva manifestato atteggiamenti violenti e ossessivi. La sera dell’omicidio, Soncin era entrato in casa con una copia delle chiavi fatta a sua insaputa e l’aveva colpita con oltre 30 coltellate, nonostante i tentativi dei vicini di allertare la polizia. Nei messaggi inviati a un amico poco prima di morire, Pamela scriveva: “Ho paura. Questo è matto completamente… non so che fare”, e sei minuti dopo, l’ultimo disperato messaggio: “Teso che faccio?”.

Soncin, già con precedenti per aggressioni e truffe, aveva minacciato la vita della ragazza e di sua madre, tentato di strangolarla e le aveva puntato una pistola in pancia. Dopo l’omicidio ha simulato un tentativo di suicidio ed è stato arrestato con accuse di omicidio aggravato, premeditazione, crudeltà, futili motivi e vincolo affettivo, oltre a stalking. Come scriveva Pamela, “non so che fare”, parole che oggi echeggiano come monito sulla violenza domestica e la fragilità delle vittime di femminicidio.

Femminicidio Pamela Genini, orrore al cimitero: bara aperta, decapitato il cadavere

Il tragico destino di Pamela Genini, 29 anni, uccisa dall’uomo che dichiarava di amarla, non ha trovato tregua neanche dopo la morte. Lo scorso lunedì, durante il trasferimento del feretro dal loculo alla cappella di famiglia nel cimitero di Strozza, in Valle Imagna (Bergamasco), gli operai hanno fatto una scoperta sconvolgente: la bara mostrava segni evidenti di manomissione, con viti saltate e silicone ai bordi, e aprendo la cassa si sono trovati davanti al cadavere decapitato della giovane. La testa sarebbe stata trafugata, rendendo il gesto ancora più efferato.

La Procura di Bergamo, guidata da Maurizio Romanelli, ha subito aperto un fascicolo per vilipendio di cadavere e furto della testa, reati puniti dall’articolo 411 del codice penale con una pena che va dai due ai sette anni, aggravata se il fatto avviene all’interno di un cimitero. Come sottolinea il programma Dentro la Notizia su Canale 5, “non è chiaro chi abbia profanato la tomba né quale sia il movente dietro questo atto disumano”.