La città di Pavia si è raccolta in una marcia di luce per ricordare Gabriele Vaccaro, il giovane vittima di un’aggressione avvenuta nella notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile. L’iniziativa, promossa come “Mille luci per una speranza” dalla Consulta dei Giovani di Pavia insieme alla Diocesi, al Comune e a Edisu, ha visto la partecipazione di circa duemila persone che hanno attraversato il centro cittadino con fiaccole e silenzio.
Il corteo è partito dalla basilica di San Pietro in Ciel d’Oro dopo un minuto di silenzio presso il parcheggio dell’area Cattaneo, luogo della tragedia, e si è concluso in piazza Duomo, dove si è svolto un momento comune di preghiera e raccoglimento. Hanno partecipato anche autorità locali, tra cui il sindaco di Pavia, Michele Lissia, e il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, paese d’origine della famiglia di Gabriele.
Il percorso e l’atmosfera della fiaccolata
La manifestazione ha avuto un tono volutamente raccolto: le fiaccole, accese una a una, hanno creato un effetto visivo intenso che ha sostenuto il carattere commemorativo dell’evento. I partecipanti hanno percorso le vie principali senza slogan, in un processo silenzioso pensato per lasciare spazio alla memoria e alla riflessione mentre la folla si dirigeva verso il Duomo.
Il nome scelto per la serata, Mille luci per una speranza, ha voluto trasformare il dolore in un segno di vicinanza e di ricerca di senso attraverso la condivisione pubblica della perdita.
Organizzazione e presenze istituzionali
La fiaccolata è stata coordinata dalla Consulta dei Giovani di Pavia con il supporto della Diocesi, del Comune e di Edisu, mentre la Comunità di Sant’Egidio ha contribuito all’animazione del momento di preghiera in Cattedrale. Tra i presenti figuravano rappresentanti istituzionali, amici e familiari della vittima, che hanno seguito il percorso partendo da San Pietro in Ciel d’Oro fino a Piazza Duomo per onorare la memoria di Gabriele Vaccaro e chiedere risposte dal punto di vista umano e sociale.
Le parole del vescovo Corrado Sanguineti
Al termine della marcia, in Duomo il vescovo Corrado Sanguineti ha guidato il momento di preghiera e ha rivolto una riflessione che ha unito conforto e responsabilità. Il vescovo ha espresso vicinanza ai familiari e agli amici, consegnando la memoria di Gabriele alla preghiera e invitando la comunità a non rassegnarsi all’insensatezza della violenza. Ha ricordato la necessità di trovare ragioni di speranza e di investire nella formazione delle nuove generazioni come risposta al vuoto che può accompagnare la rabbia e la noia giovanile.
Preghiera anche per chi ha commesso il reato
Nel suo discorso il vescovo ha sottolineato l’importanza di pregare non solo per la vittima e i suoi cari, ma anche per chi è responsabile dell’aggressione, auspicando un percorso di pentimento, riparazione e rinascita: questo passaggio ha voluto richiamare l’attenzione sul tema del recupero umano oltre che della giustizia penale. La comunità è stata invitata a sostenere la famiglia nel lungo percorso che seguirà il trauma e a farsi carico, come società, dell’educazione e della presenza di adulti nella vita dei giovani.
Riflessioni collettive e prospettive
La fiaccolata si è trasformata in occasione di riflessione pubblica: tra i partecipanti sono emerse richieste di più attenzione per la sicurezza degli spazi urbani e di un impegno rinnovato delle istituzioni e delle realtà associative nella prevenzione della violenza. L’evento ha messo in luce la forza simbolica di una comunità che si stringe intorno a una famiglia colpita dal lutto, mostrando come il ricordo di una vita possa diventare motore di azioni condivise per evitare il ripetersi di tragedie simili.
Molti presenti hanno infine sottolineato che il gesto collettivo non vuole sostituirsi al lavoro della magistratura, ma accompagna la ricerca di verità e giustizia con un appello alla solidarietà e all’educazione. La luce delle fiaccole è stata pensata come immagine di speranza: un piccolo segno visibile che interpella la città e chi la abita, invitando a ritrovare fiducia nelle relazioni e nella responsabilità sociale.