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Intercettate le imbarcazioni della Flotilla: accuse sull’uso della forza e smentita di Israele

Flotilla Israele

Bloccate le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza: fermati attivisti tra accuse di uso della forza da parte di Israele.

Nuovo episodio di tensione nel Mediterraneo legato alla Global Sumud Flotilla, diretta verso Gaza con un carico di attivisti e volontari. Le imbarcazioni sono state intercettate in mare dalle forze di Israele, con conseguente fermo dei partecipanti e accuse incrociate tra le parti sull’uso della forza e sulla legittimità dell’operazione.

Intervento in mare e fermo degli attivisti della Flotilla

Secondo quanto comunicato tramite Telegram dalla Global Sumud Flotilla, tutte le imbarcazioni dirette verso Gaza sono state fermate in mare dalle forze israeliane. Nel messaggio si legge: Tutte le imbarcazioni sono state intercettate. Siamo in attesa di ulteriori informazioni sul loro rapimento illegale. Per la Palestina non ci fermeremo.

Le autorità italiane riferiscono che risultano coinvolti 29 cittadini italiani, oltre a tre residenti in Italia di nazionalità straniera.

Le navi, secondo quanto indicato dalla Farnesina, sarebbero dirette al porto israeliano di Ashdod. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani avrebbe inoltre chiesto verifiche urgenti sull’uso della forza da parte israeliana, dopo le segnalazioni degli attivisti che parlano anche di possibili colpi esplosi contro le imbarcazioni.

La portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, ha confermato l’intervento e la cattura delle barche, precisando che l’ultima ad essere bloccata sarebbe stata la Karsi-i Sabadab, a bordo della quale si trovavano anche un parlamentare, un giornalista e un attivista.

Nel frattempo, i fermati sarebbero in attesa di essere trasferiti, con l’arrivo previsto della corvetta ad Ashdod dove ad accoglierli ci sarebbe un team legale.

Flotilla, denuncia contro Israele in un video choc: “Proiettili di gomma contro di noi”

Nel racconto diffuso dagli attivisti emergono accuse di uso della forza durante l’operazione in mare. In una dichiarazione viene riportato: Le navi della marina militare israeliana stanno sparando proiettili, di cui non conosciamo la tipologia, non sappiamo se veri o di gomma. Sempre secondo la stessa fonte, alcune imbarcazioni sarebbero state colpite, tra cui una battente bandiera italiana, alimentando la denuncia di un’azione considerata illegittima e violenta.

In un lungo messaggio pubblicato sui social, la Global Sumud Flotilla sostiene: “L’occupazione israeliana ha nuovamente intercettato illegalmente e violentemente la nostra flotta internazionale di navi umanitarie e rapito i nostri volontari mentre intraprendevano una missione legittima per rompere l’assedio illegale su Gaza e aprire un corridoio umanitario. Gli Stati hanno l’obbligo di proteggere i propri cittadini. Gli Stati di bandiera sotto la cui giurisdizione sono registrate le nostre imbarcazioni hanno l’obbligo di proteggere tali navi e perseguire atti di pirateria nei loro tribunali. Siamo indignati dalla normalizzazione di queste violazioni del diritto marittimo internazionale e dal rapimento di civili pacifici in acque internazionali. Chiediamo il rilascio immediato dei nostri partecipanti, il passaggio sicuro di tutta la nostra flotta e la fine dell’assedio illegale di Gaza“.

La replica del ministero israeliano sulle accuse degli attivisti della Flotilla

Nello stesso clima di tensione, il ministero israeliano ha respinto le accuse, affermando: “In nessun momento sono stati sparati colpi di arma da fuoco. Dopo ripetuti avvertimenti, sono stati impiegati mezzi non letali contro l’imbarcazione, e non contro i contestatori, a scopo di avvertimento. Nessun contestatore è rimasto ferito durante l’episodio“.