La sparatoria avvenuta al Centro Islamico di San Diego ha scosso profondamente gli Stati Uniti, riaccendendo il dibattito sull’odio religioso e sulla sicurezza nei luoghi di culto. L’attacco, considerato dalle autorità un possibile crimine d’odio, ha provocato la morte di cinque persone, compresi i due presunti assalitori, lasciando una comunità sotto shock e decine di famiglie segnate dalla tragedia.
San Diego, sparatoria nel Centro Islamico: la guardia giurata uccisa aveva 8 figli
Tra le vittime, almeno cinque, della sparatoria avvenuta al Centro Islamico di San Diego c’era anche una guardia giurata molto conosciuta dalla comunità locale. Padre di otto figli, era considerato un punto di riferimento per le famiglie che frequentavano la moschea e la scuola presente all’interno della struttura.
Il suo amico. Secondo le autorità, il vigilante avrebbe contribuito a limitare il numero delle vittime e il capo della polizia ha definito le sue azioni “eroiche”, sottolineando che «ha salvato delle vite».
San Diego, sparatoria nel Centro Islamico: le indagini sugli aggressori e l’ipotesi del crimine d’odio
Le forze dell’ordine hanno identificato i presunti responsabili dell’attacco come Cain Clark, 17 anni, e Caleb Velasquez, 19 anni. I due sarebbero stati trovati morti all’interno di una BMW parcheggiata a pochi isolati dal Centro Islamico, colpiti da ferite da arma da fuoco autoinflitte. Nei pressi del veicolo è stata rinvenuta anche una tanica di benzina con un adesivo delle SS naziste. Gli investigatori hanno inoltre scoperto messaggi anti-islamici incisi sulle armi utilizzate e un biglietto che inneggiava all’«orgoglio razziale», elementi che rafforzano l’ipotesi di un crimine d’odio.
Secondo quanto emerso dal New York Post e dalla Cnn, la polizia aveva ricevuto già in mattinata una segnalazione da parte della madre di uno dei ragazzi, preoccupata perché il figlio si era allontanato da casa insieme a un altro giovane indossando abiti mimetici. Gli agenti sono intervenuti al Centro Islamico in appena quattro minuti dalle prime chiamate di emergenza, dando avvio a un’operazione definita “rapida e dinamica”. Il nonno di Clark, David Clark, ha commentato la vicenda dichiarando: «Siamo molto dispiaciuti per l’accaduto. È uno shock». Nel frattempo l’Fbi continua a collaborare alle indagini per chiarire completamente il movente dell’attacco.
San Diego, sparatoria nel Centro Islamico: reazioni delle autorità e paura nella comunità
La sparatoria ha sconvolto non solo San Diego ma l’intero Paese. Il Centro Islamico colpito è la più grande moschea della contea e comprende anche la Al Rashid School, frequentata da numerosi studenti. Durante l’emergenza, bambini e insegnanti sono stati evacuati mentre all’esterno si radunavano genitori terrorizzati in attesa di notizie. Le autorità hanno organizzato un centro di ricongiungimento per permettere alle famiglie di riabbracciare i propri figli. Il sindaco Todd Gloria ha dichiarato: «L’odio non ha posto a San Diego. L’islamofobia non ha posto a San Diego».
Anche il governatore della California Gavin Newsom è stato aggiornato costantemente sulla situazione, ringraziando pubblicamente i soccorritori intervenuti sul posto. L’Fbi ha messo a disposizione tutte le proprie risorse investigative, mentre a New York il dipartimento di polizia ha deciso di aumentare la sorveglianza attorno alle moschee “per precauzione”. Il presidente Donald Trump ha definito quanto accaduto «una situazione terribile», assicurando che il caso verrà seguito con la massima attenzione.
Intanto proseguono le indagini per ricostruire ogni dettaglio dell’attacco e comprendere le motivazioni che hanno portato alla tragedia.
L’FBI conferma che tre uomini adulti e due presunti sparatori adolescenti sono rimasti uccisi nella sparatoria al centro islamico. pic.twitter.com/1ZYIaX29nw
— Protocollo X (@VinzDeCarlo1) May 19, 2026