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Caso Flotilla, Tajani alza il livello contro Ben-Gvir: “Chieste sanzioni all’Ue”

Tajani Flotilla

Dalla richiesta di Antonio Tajani di sanzioni contro Ben Gvir alle tensioni con Israele, il caso Flotilla alimenta il dibattito politico.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto ufficialmente all’Unione Europea di valutare sanzioni contro il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir dopo la diffusione delle immagini sugli attivisti della Flotilla fermati e bendati. Una presa di posizione che ha acceso il confronto politico sul ruolo del governo italiano nei rapporti con Israele.

Le testimonianze degli attivisti della Flotilla e l’inchiesta della Procura

Nel frattempo emergono racconti sempre più duri da parte degli attivisti della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza. Alessandro Mantovani, rientrato in Italia insieme al deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, ha descritto un’operazione estremamente violenta da parte delle forze israeliane.

Secondo il giornalista, gli attivisti sarebbero stati colpiti con calci e manganelli, mentre alcune persone avrebbero riportato “sospette fratture delle braccia e delle costole”. Le testimonianze confluiranno nell’indagine aperta dalla Procura di Roma, dove si ipotizza il reato di sequestro di persona. Il materiale raccolto dal team legale della Global Sumud Flotilla comprende anche il filmato diffuso da Ben Gvir e le deposizioni dei 29 attivisti già tornati in Italia.

Flotilla, il drastico annuncio di Tajani: “Chiesto a Ue sanzioni contro Ben-Gvir”

Continua a far discutere il video diffuso dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, nel quale alcuni attivisti della Flotilla appaiono inginocchiati, bendati e oggetto di scherno dopo il fermo. Le immagini hanno provocato una dura ondata di condanne istituzionali in Italia e alimentato un nuovo scontro diplomatico con Israele. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito quanto accaduto un “trattamento incivile di persone fermate illegalmente” e ha parlato di un gesto “infimo”. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno espresso una netta condanna, sostenendo che sia stata “superata la linea rossa”. In seguito all’episodio, il governo italiano ha convocato l’ambasciatore israeliano.

Tajani ha inoltre annunciato di aver chiesto formalmente all’Alta rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas di inserire nel prossimo vertice dei ministri degli Esteri Ue la proposta di sanzioni contro Ben Gvir. Secondo il ministro, gli attivisti sarebbero stati “prelevati in acque internazionali e sottoposti a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani”. Nel frattempo, la Farnesina ha comunicato che tutti i partecipanti alla missione, compresi i cittadini italiani, hanno lasciato Israele con voli charter partiti da Eilat verso Istanbul.

Tajani sotto pressione sulle sanzioni a Israele: scontro acceso in diretta tv con Luca Sappino

Nel corso della trasmissione Tagadà su La7 si è consumato un duro confronto tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il giornalista Luca Sappino sul tema delle sanzioni richieste dal governo italiano contro il ministro israeliano Itamar Ben Gvir dopo il video sugli attivisti della Flotilla. Sappino ha incalzato il vicepremier chiedendo se le misure contro Ben Gvir rappresentassero soltanto “il primo passo” e se il governo fosse disposto ad andare oltre, visto che episodi simili “sono già successi anche in altre occasioni con gli attivisti della Flotilla e con i palestinesi”. Tajani ha risposto ricordando il sostegno italiano alle sanzioni europee contro “i coloni violenti”, provocando l’ironia del giornalista: “Solo ai coloni violenti, come dice sempre lei”. A quel punto il leader di Forza Italia ha replicato con tono irritato: “Certo, i coloni violenti. Il problema è la violenza, mica è una colpa essere colono”.

Il confronto si è ulteriormente acceso quando Sappino ha domandato se il governo intendesse colpire direttamente Israele con nuove sanzioni. Tajani ha quindi sbottato: “Stiamo facendo un’intervista o un dibattito politico? Se sei un opinionista, facciamo il dibattito politico, se invece mi fai una domanda ti rispondo”. Nonostante le insistenze del giornalista sul possibile coinvolgimento del governo Netanyahu, il ministro ha ribadito che “c’è un responsabile per quello che è successo ieri ed è il ministro della Sicurezza Nazionale”, aggiungendo: “Se il ministro degli Esteri e il primo ministro hanno condannato quello che ha fatto Ben Gvir, evidentemente non erano d’accordo con quello che ha fatto”.

Alla domanda sulla sospensione degli accordi commerciali con Israele, Tajani ha preferito non rispondere e ha lasciato l’intervista. Molto duro anche il commento dell’ex ministro Pier Luigi Bersani, che ha definito la linea del governo “indecorosa” e “una vergogna”, sostenendo che “è arrivato il momento di reagire”.