Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato una legge che consente alla Giunta di incrementare i fondi contrattuali del personale sanitario fino a un massimo di 18,4 milioni di euro all’anno. La votazione si è chiusa con 17 voti a favore e 13 contrari, segnando una netta divisione fra maggioranza e opposizione sul metodo e sulle garanzie finanziarie.
Il provvedimento nasce dall’esigenza di armonizzare i trattamenti accessori dopo la riorganizzazione del sistema sanitario regionale e riguarda un ampio spettro di figure: dal personale medico e veterinario fino a infermieri, ostetriche, tecnici, professionisti della riabilitazione, assistenti sociali e operatori sociosanitari. Tuttavia, l’erogazione delle risorse non è automatica: la legge stabilisce che la Giunta dovrà autorizzare annualmente gli stanziamenti, nel rispetto degli equilibri finanziari e dei vincoli nazionali.
Modalità di finanziamento e ambito di applicazione
La norma autorizza l’incremento dei fondi contrattuali integrativi fino al 2% del monte salari regionale del 2018, con prelievo dal Fondo sanitario regionale. L’obiettivo dichiarato è ridurre le differenze retributive tra i lavoratori provenienti dalle precedenti Asl e dagli enti confluiti nella nuova organizzazione. Le risorse potranno inoltre essere distribuite in misura differenziata, considerando condizioni di lavoro particolari, la presenza di servizi in aree disagiate e le carenze di organico.
Estensione e platea interessata
Secondo la maggioranza, l’intervento riguarderà oltre 21 mila lavoratori, con priorità per chi entrerà nelle nuove strutture organizzative. La disposizione prende in considerazione sia il personale di comparto sia la dirigenza sanitaria, benché nelle audizioni sindacali sia stato segnalato un fabbisogno superiore per il solo comparto.
Il caso dell’ospedale Galliera e gli emendamenti approvati
Il punto più contestato della discussione è stato l’ospedale Galliera. Due emendamenti approvati stabiliscono che l’armonizzazione economica si applicherà ai dipendenti del Galliera solo dal momento del loro ingresso nell’Azienda Ospedaliera Metropolitana (Aom). La maggioranza ha difeso la scelta come coerenza con la riforma sanitaria regionale, mentre le opposizioni l’hanno letta come un condizionamento delle trattative sul futuro della struttura.
La norma è stata difesa in aula dal presidente della commissione Sanità e capogruppo di maggioranza, che ha dichiarato l’intento di valorizzare competenze e responsabilità del personale. L’assessore alla Sanità ha ribadito che la Regione è pronta a impegnare le risorse necessarie per chi risulterà destinatario del diritto all’equiparazione.
Reazioni e accuse dalle opposizioni
Le forze di opposizione hanno contestato l’assenza di certezze sul finanziamento: il tetto di 18,4 milioni è stato definito un limite massimo e non uno stanziamento certo. Il capogruppo del Partito Democratico ha ricordato il deficit certificato del sistema sanitario regionale — con un disavanzo di 119,9 milioni nel 2025 e un risultato negativo complessivo delle aziende di circa 139,5 milioni nel primo semestre 2026 — e ha chiesto spiegazioni su come si intendano garantire gli aumenti nei prossimi anni.
Altri consiglieri hanno ripreso le richieste emerse nelle audizioni con i sindacati: per il solo personale del comparto sarebbe necessario uno stanziamento di circa 19,8 milioni, cifra superiore al tetto previsto dalla legge. Per questi motivi sono stati bocciati emendamenti che avrebbero reso obbligatoria l’autorizzazione annuale o anticipato gli effetti economici.
Impatti temporali e prospettive sui pagamenti
Critiche sono arrivate anche sui tempi di applicazione: alcuni rappresentanti di minoranza hanno sottolineato che i benefici economici potrebbero concretizzarsi solo nella seconda metà del 2028, rendendo tardiva la risposta alle esigenze del personale dopo la riorganizzazione. È stata inoltre richiesta una ricognizione preliminare dei fondi e un confronto strutturato con le organizzazioni sindacali per definire criteri certi di ripartizione.
La maggioranza, dal canto suo, ha evidenziato la necessità di rispettare i vincoli normativi e ha confermato la volontà di procedere secondo quanto previsto dalla riforma: lo stato giuridico e organizzativo dei dipendenti rimane il fattore decisivo per l’accesso alle misure di equiparazione salariale.
Resta aperto il confronto politico e sindacale sulle modalità attuative e sulla sostenibilità finanziaria: la legge definisce un quadro normativo che apre la possibilità di incrementi, ma lascia al futuro esercizio della Giunta la decisione definitiva sugli stanziamenti annuali.
