Dopo dieci anni trascorsi nel carcere di Bollate, Alberto Stasi torna alla vita quotidiana grazie all’affidamento in prova ai servizi sociali. La sua liberazione arriva mentre resta aperto il nuovo capitolo giudiziario legato al delitto di Garlasco e alla possibile revisione del processo che lo ha condannato per l’omicidio di Chiara Poggi.
Ecco le prime immagini inedite trasmesse a Quarto Grado.
Garlasco, Alberto Stasi libero: la nuova indagine di Pavia e il possibile ricorso per la revisione del processo
L’uscita dal carcere non modifica la posizione giudiziaria di Alberto Stasi, che resta l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco quasi diciotto anni fa.
Tuttavia, nella decisione del Tribunale di Sorveglianza viene citata anche la nuova inchiesta aperta dalla Procura di Pavia, nella quale viene analizzata la posizione di Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, fratello della vittima. I giudici hanno ricordato che Stasi “ha percorso tutte le vie che l’ordinamento consente per dimostrare la propria innocenza”, sottolineando però che il percorso giudiziario non è ancora concluso.
La prossima eventuale iniziativa sarà la richiesta di revisione della condanna, un passaggio che richiede un’attenta valutazione degli elementi raccolti.
Il procuratore di Pavia Fabio Napoleone avrebbe recentemente trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, per valutare la possibilità di presentare una richiesta di revisione del processo davanti alla Corte d’Appello di Brescia. Si tratta però di un procedimento complesso, che necessita di un esame approfondito della documentazione: una valutazione definita dagli stessi addetti ai lavori “né facile né breve”.
Anche i legali di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, starebbero lavorando alla possibile istanza.
Parallelamente, Andrea Sempio si prepara alla conclusione delle indagini preliminari, prorogate fino al 28 settembre. Il suo gruppo di difesa, composto dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha confermato che il loro assistito da circa due mesi non riceve lo stipendio dal negozio di telefonia dove lavorava. L’avvocata Taccia ha spiegato: “Non prende lo stipendio e per questo ho rifiutato un pagamento che Andrea Sempio voleva fare”, precisando che al momento vengono coperti soltanto i rimborsi e non le spese legali o quelle per i consulenti.
Nel frattempo entrambe le parti hanno incaricato esperti per svolgere approfondimenti tecnici. Uno dei punti centrali riguarda la scarpa Frau che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbe aver lasciato tracce sulla scena del delitto: la difesa di Sempio vorrebbe chiedere una perizia indipendente, ritenendo che possa fornire elementi favorevoli alla sua posizione. La vicenda giudiziaria, quindi, resta ancora aperta su più fronti, mentre Stasi affronta una nuova fase personale fuori dal carcere e prepara le prossime mosse legali.
Garlasco, Alberto Stasi libero: le prime immagini della sua nuova vita dopo il carcere
Il primo giorno da uomo libero Alberto Stasi lo ha trascorso accanto alla madre, durante un pranzo in famiglia, iniziando così una fase diversa della sua vita dopo gli anni trascorsi nel carcere di Bollate. La scarcerazione, avvenuta con la concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali, rappresenta per Stasi un cambiamento importante, ma non è collegata alla nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, che procede separatamente presso la Procura di Pavia.
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha motivato la decisione sottolineando il percorso compiuto dall’ex bocconiano durante la detenzione e la semilibertà, evidenziando il suo “comportamento corretto e l’equilibrio mostrato durante il percorso di reinserimento”. Nella valutazione dei giudici hanno avuto peso anche le relazioni degli operatori penitenziari, secondo cui Stasi avrebbe dimostrato “equilibrio e dosi di resilienza” nel gestire non solo la propria situazione personale, ma anche la forte pressione mediatica legata al caso giudiziario.
Gli stessi operatori hanno osservato che “la possibilità che possa emergere la sua estraneità ai fatti, gli permette di vivere in modo meno faticoso l’invadenza dei media”, elemento che avrebbe contribuito alla sua capacità di affrontare l’attenzione pubblica rimasta costante negli anni. Anche il giorno del rilascio Stasi ha evitato il contatto con i giornalisti: è tornato per l’ultima volta nel carcere di Bollate soltanto per completare le formalità burocratiche e recuperare i propri effetti personali.
Con l’affidamento in prova Stasi dovrà rispettare alcune prescrizioni precise: non potrà lasciare la Lombardia, dovrà rientrare nella propria abitazione entro le 23 e non potrà uscire prima delle 6.30 del mattino. Non sarà obbligato a svolgere attività di volontariato, poiché possiede già un impiego che gli consente anche di continuare a versare, seppur con rate contenute, il risarcimento stabilito per la famiglia Poggi. Le prime immagini dopo la scarcerazione sono state trasmesse da Quarto Grado: il 16 giugno, intorno alle 9, Stasi è stato ripreso mentre camminava verso il lavoro con pantaloni, occhiali scuri e una maglietta chiara. la sussistenza dei presupposti per la concessione della misura alternativa richiesta”.
Visualizza questo post su Instagram
