Negli ultimi mesi il dibattito attorno al delitto di Garlasco si è spostato sempre più anche fuori dalle aule giudiziarie, alimentando un forte clamore mediatico e una crescente esposizione sui social. In questo contesto, la diffusione di informazioni non verificate e le reazioni dell’opinione pubblica hanno riacceso l’attenzione sugli effetti che la pressione mediatica può avere sulle persone coinvolte, direttamente o indirettamente, nelle vicende giudiziarie.
L’avvocato di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti, è tornato sull’argomento dopo il tentato suicidio della madre dell’indagato.
Fake news e pressione mediatica sul caso Garlasco: le parole del legale Cataliotti
Ospite della trasmissione Storie Italiane, condotta da Eleonora Daniele, l’avvocato Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, è intervenuto sul tentato suicidio di Daniela Ferrari, madre del suo assistito, soffermandosi soprattutto sul peso della disinformazione circolata negli ultimi mesi.
Il penalista ha denunciato il ruolo delle fake news e delle ricostruzioni distorte diffuse tra media e social, che avrebbero coinvolto anche persone estranee al procedimento giudiziario. In particolare ha affermato: “La signora Daniela, come tante altre ‘comparse’ di questa vicenda, sono state travolte da fake news e maldicenze. Questo non è tollerabile“, aggiungendo che una situazione del genere diventa ancora più delicata “specie nel momento in cui, auspicabilmente, verrà dimessa e necessiterà della debita tranquillità“.
Secondo Cataliotti, l’esposizione pubblica di soggetti non direttamente coinvolti nel processo può generare conseguenze molto gravi, soprattutto quando si somma alla pressione dei social network. Ha infatti sottolineato: “È capitato alla signora, ma sarebbe potuto succedere ad altri che il tracollo psicofisico portasse a gesti estremi o autolesionistici“, spiegando che le persone indirettamente trascinate nel dibattito mediatico sono numerose e vulnerabili.
Il legale ha poi evidenziato la necessità di una comunicazione più responsabile, capace di limitare l’amplificazione dei contenuti online, ricordando di non essere sorpreso da reazioni così estreme in contesti di forte esposizione pubblica.
Garlasco, l’avvocato di Sempio: “Marco Poggi ha cambiato città”
Nel suo intervento a Storie Italiane, l’avvocato ha richiamato anche altre situazioni legate alla vicenda, come quella di Marco Poggi, che dopo aver lasciato la propria città ha deciso di esporsi pubblicamente in un’intervista televisiva. Una scelta che, secondo Cataliotti, ha provocato reazioni sproporzionate: “È bastato che si mostrasse in video in un’intervista per indurre reazioni davvero scomposte da parte di una fetta minoritaria ma molto rumorosa dell’opinione pubblica“. Il legale ha così evidenziato come anche chi rimane ai margini di vicende giudiziarie possa finire travolto da dinamiche mediatiche invasive.
Infine Cataliotti è tornato sulla lettera scritta in passato alla madre di Alberto Stasi, redatta dalla madre di Andrea Sempio, nella quale veniva ribadita la convinzione dell’innocenza del figlio e criticate le conseguenze subite dalla famiglia. Il legale ha chiarito: “Voglio ricordarlo, era dieci anni fa. Se l’avessi saputo prima non avrei mai consentito a un mio cliente o parente di spedirla“, definendo il gesto inopportuno ma comprensibile in un contesto di forte esasperazione. Ha poi concluso con una riflessione più ampia sul clima di odio online, descrivendolo come un fenomeno dilagante: “Il fiume d’odio che si è scatenato è una goccia dentro un oceano che ha prodotto uno tsunami“.
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