Un uomo è stato pestato a sangue mentre rientrava dal lavoro. Dopo tre giorni di agonia è morto all’ospedale di Padova. La famiglia chiede la verità.
Aiuto cuoco muore dopo essere stato picchiato: le ultime parole prima del peggioramento
Si chiamava Rakeb Kashem, aveva 30 anni ed era originario del Bangladesh. È morto all’ospedale di Padova dopo tre giorni di agonia in seguito a una violenta aggressione avvenuta tra Venezia e Marghera, mentre stava rientrando dal lavoro.
La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio, al momento contro ignoti. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane lavorava come aiuto cuoco a Venezia e nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 giugno era salito su un autobus diretto a Mestre, dove viveva con la famiglia. A casa, però, non è mai arrivato.
Il 30enne è stato trovato privo di sensi nella mattinata di lunedì a Marghera dalla polizia locale di Venezia, che ha immediatamente allertato il Suem 118.
Ricoverato inizialmente all’ospedale di Mestre, le sue condizioni sono rapidamente peggiorate, rendendo necessario il trasferimento d’urgenza al Policlinico di Padova. Prima che il quadro clinico precipitasse definitivamente, Kashem ha ripreso brevemente conoscenza. In quei momenti è riuscito a raccontare ai familiari di essere stato “picchiato da quattro o cinque persone“, senza però riuscire a fornire ulteriori dettagli sull’accaduto.
Aiuto cuoco morto in ospedale, la famiglia: “Vogliamo la verità”
I parenti chiedono ora che venga fatta piena luce sulla vicenda. “Vogliamo sapere la verità e capire chi può averlo ridotto in quelle condizioni“, hanno dichiarato.
Sulla tragedia è intervenuto anche il sindaco di Venezia, Simone Venturini, che ha espresso vicinanza alla famiglia e alla comunità bengalese, auspicando che magistratura e forze dell’ordine riescano a individuare al più presto i responsabili dell’aggressione.
