Un passante ha fatto la macabra scoperta sabato 28 marzo, segnalando ai soccorsi la presenza di due corpi che galleggiavano nello specchio d’acqua di una zona industriale di Castelguglielmo. Sul posto sono intervenuti in poche decine di minuti i vigili del fuoco, i carabinieri e i sanitari del SUEM 118, ma per la donna e per il bambino non c’è stato nulla da fare: il medico legale ha constatato il decesso. Le autorità hanno subito avviato le prime verifiche per stabilire le generalità delle vittime e ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Secondo i rilievi iniziali, i corpi non presentavano segni evidenti che facessero pensare a un’aggressione; per questo motivo gli investigatori mantengono aperte tutte le ipotesi, compresa quella di un gesto volontario. Le prime indagini sul posto sono state coordinate dai carabinieri della Compagnia di Castelmassa, con il supporto dei sommozzatori e dell’unità aerea del reparto volo di Bologna, che hanno partecipato al recupero dal laghetto artificiale.
Il ritrovamento e le operazioni di soccorso
La scena è stata gestita con procedure consolidate: i soccorritori hanno estratto dal bacino la donna e il bambino, entrambi trasportati in superficie dai sommozzatori. Nonostante i tentativi di rianimazione, il personale sanitario non ha potuto che constatare il decesso. Successivamente il Nucleo regionale dei sommozzatori del Veneto ha perlustrato l’intera area acquatica per escludere la presenza di altre persone o elementi utili alle indagini. La carrozzina, segnalata da alcuni testimoni nei pressi, è stata sottoposta a verifica come possibile indizio.
Testimonianze e primi elementi raccolti
Un passante ha raccontato di aver visto una donna spingere un passeggino e poi prender in braccio il bambino, lasciando la carrozzina sulla riva. Altri cittadini hanno notato la stessa carrozzina mentre erano in corso le operazioni di recupero dei corpi. Gli investigatori considerano queste segnalazioni utili per ricostruire la sequenza degli eventi, ma sottolineano che ogni elemento deve essere confermato da riscontri tecnici e dalle analisi che saranno eseguite nelle prossime ore.
Le indagini e le verifiche medico-legali
Al momento gli inquirenti procedono con accertamenti a 360 gradi: saranno eseguiti rilievi sulla scena, acquisiti filmati di eventuali telecamere di sorveglianza della zona e raccolte informazioni da testimoni. L’autopsia sui corpi è prevista per chiarire le cause della morte e verificare ogni possibile traccia che possa indirizzare le ipotesi investigative. Gli accertamenti preliminari al recupero non avrebbero evidenziato ferite compatibili con una colluttazione, ma solo l’esito dell’esame autoptico potrà dare risposte più precise.
Ipotesi investigative
Gli investigatori non escludono alcuna pista: si valuta tanto la possibilità di un gesto volontario quanto quella di un tragico incidente. L’attenzione è concentrata anche sulla provenienza delle vittime: fonti investigative indicano che madre e figlio potrebbero essere di origine asiatica, probabilmente cinese, con il bambino attorno all’anno di età e la donna stimata tra i 35 e i 40 anni. Le generalità non sono ancora state rese note in attesa delle verifiche anagrafiche e dei contatti con eventuali familiari o connazionali.
Reazioni locali e prossimi passi
Il sindaco di Castelguglielmo, Giorgio Grassia, ha dichiarato di non essere stato coinvolto nelle prime fasi delle indagini e si è detto profondamente scosso per quanto avvenuto nelle vicinanze del centro abitato. Le autorità locali hanno assicurato collaborazione con le forze dell’ordine, che proseguiranno con le attività investigative e con l’esame autoptico per chiarire cause e responsabilità. Nei prossimi giorni è prevista la conclusione degli accertamenti sulla scena, mentre l’esito delle analisi medico-legali determinerà i passaggi successivi dell’inchiesta.