E’ ancora mistero su chi e perch abbia avvelenato con la ricina Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita a Pietracatella. Inoltre non è ancora stata depositata dai consulenti tedeschi la relazione tanto attesa che potrebbe dare una svolta decisiva alle indagini.
Pietracatella, mamma e figlia avvelenate con la ricina: verso la proroga per la relazione degli esperti tedeschi
Non ci sono novità nelle indagini per la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte nel dicembre dello scorso anno per avvelenamento da ricina. Le attese relazioni dei consulenti tedeschi del Robert Koch Institut di Berlino non sono ancora state depositate, relazioni che potrebbero essere determinanti per la risoluzione del caso.
Ad annunciarlo la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, proprio nel giorno indicato inizialmente come scadenza per la consegna di una parte degli accertamenti affidati agli specialisti tedeschi: “Allo stato non ci sono depositi. Ritengo ci saranno richieste di proroga di 30 giorni ciascuna entro e non oltre i sei mesi dalla data di inizio delle operazioni di consulenza tecnica, come previsto dal codice di procedura penale.
Ricordo che le attività sono numerose e complesse.”
Mamma e figlia morte per avvelenamento da ricina a Pietracatella: l’incarico agli esperti tedeschi
Il Robert Koch Institut, struttura di rilevanza mondiale nello studio sui veleni, era stato incaricato lo scorso 29 di giugno di approfondire gli aspetti legati all’avvelenamento, con le operazioni iniziate ufficialmente il 7 luglio. Le risultanze provenienti dalla Germania dovranno poi essere incrociate con quanto raccolto dalla squadra mobile di Campobasso, ovvero le oltre 200 testimonianze, i dispositivi elettronici, i reperti, le analisi tossicologiche e risultati delle autopsie. Ma, come detto, le relazioni da parte dell’istituto tedesco non sono ancora state depositate.
