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Giovanni Ferrero e l'intervista che certifica il ruolo umano nella sua azienda

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Giovanni Ferrero, imprenditore a capo dell'omonima azienda dolciaria, leader mondiale, si racconta ed apre ad una sua grande passione, la narrativa.

Giovanni Ferrero è stato l’uomo più ricco d’Italia sino a qualche mese fa ed il suo cognome è famoso in tutto il mondo poiché legato alla tradizione dolciaria italiana, l’azienda fondata da suo padre, Michele, è ancora oggi il riferimento assoluto di cosa voglia dire trattare alimenti dolci con un qualcosa in più, non solo Nutella anche se la crema alla nocciola è famosa in tutto il mondo.

I lavoratori non saranno sostituiti dall’IA

Ferrero è stato intervista da Aldo Cazzullo de Il Corriere della Sera ed ha parlato della sua vita lontano dall’Italia, svelando di essersi trasferito con la famiglia a Bruxelles su consiglio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, durante gli anni di piombo, per non rischiare rapimenti.

Da quel momento è rimasto stregato dal Belgio dato che ancora oggi vive nella nazione fiamminga, ciò nonostante non dimentica le sue radici ed afferma “Alba rimarrà sempre il cuore della Ferrero”.

Il legame con la storia quindi non si interrompe ed il futuro non spaventa per nulla – “Nessun posto di lavoro alla Ferrero sarà sostituito dall’IA” – Secondo lui l’IA serve solo per aumentare la produttività e le prestazioni, senza sostituire il lavoro umano.

In libreria con il libro “Il Discepolo”

Nel corso dell’intervista ha ovviamente parlato della sua ultima fatica letteraria, “Il Discepolo”, un libro che racconta la figura di Caravaggio partendo da un’analisi approfondita dei luoghi simbolo del pittore.

Inoltre c’è spazio anche per la fede, non solo per la figura di un Papa immaginario, Anatolio, ma anche per una sua riflessione sul rapporto con la preghiera – “Si prega come si prega da adulti, molti silenzi e qualche dubbio”.

Inoltre chiosa riportando l’attenzione su uno dei suoi simboli – “Spero che nell’Aldilà vi si trovi un barattolo di Nutella”.