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Graviano e le stragi del '93: nuove rivelazioni e tensioni

Graviano e le stragi del '93: nuove rivelazioni e tensioni

Nuove tensioni emergono nelle indagini sulle stragi mafiose del 1993. Il pm Leopoldo De Gregorio riceve una minaccia, mentre Giuseppe Graviano chiede di essere ascoltato.

Le indagini sulle stragi mafiose del 1993 tornano sotto i riflettori con nuove tensioni e dichiarazioni. Il pm della Dda Leopoldo De Gregorio ha ricevuto una minaccia nella sua cassetta delle lettere, mentre il boss Giuseppe Graviano ha chiesto di essere ascoltato dai magistrati di Caltanissetta.

La minaccia, un ritaglio de La Nazione sulle stragi del ’93 e sulle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, è stata trovata nella cassetta delle lettere di De Gregorio.

Nonostante non ci fossero messaggi scritti o minacce esplicite, la consegna del foglio ha fatto scattare l’allarme. Squadra Mobile e Digos di Firenze stanno indagando, analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e cercando impronte digitali.

Il ruolo di De Gregorio nelle indagini

De Gregorio, affiancato dal collega Lorenzo Gestri, sostiene l’accusa nel processo a Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna legato ai boss Graviano.

Baiardo è imputato per calunnia ai danni del giornalista Massimo Giletti e per favoreggiamento personale con l’aggravante della finalità mafiosa. In passato, De Gregorio si era già occupato dei filoni di indagine sui mandanti occulti delle bombe di mafia, tra cui l’attentato di via dei Georgofili a Firenze, sui cui dettagli fu fondamentale il contributo di Spatuzza.

Le dichiarazioni di Giuseppe Graviano

Giuseppe Graviano, condannato all’ergastolo per l’attentato del 27 maggio 1993 a Firenze, ha chiesto di essere ascoltato dai magistrati di Caltanissetta. Graviano ha sempre dichiarato la sua estraneità alla strage, che causò 5 vittime e decine di feriti. Secondo quanto riportato, Graviano intende ribadire quanto già dichiarato a Reggio Calabria, offrendosi di precisare ulteriori aspetti storici ed economici.

Il boss, che non ha mai scelto la via della collaborazione con la giustizia, ha dichiarato in passato di aver investito negli anni ’70 nelle imprese di Silvio Berlusconi, sostenendo l’esistenza di un accordo mai formalizzato a causa del suo arresto nel 1994. Tesi che i giudici di Reggio Calabria non avevano ritenuto attendibili o riscontrate.

La situazione a Caltanissetta

La mossa di Graviano arriva in una fase decisiva delle indagini. A Firenze, l’inchiesta su Marcello Dell’Utri per le stragi del ’93 è stata archiviata, mentre a Caltanissetta la posizione dell’ex senatore per gli attentati siciliani del ’92 è ancora al vaglio del Gip dopo la richiesta di archiviazione della Procura. Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino, ha chiesto al giudice un incidente probatorio per interrogare Graviano in aula nel contraddittorio tra le parti.

La difesa di Dell’Utri esclude qualsiasi ‘messaggio criptato’ da parte del boss, sottolineando l’importanza che la ricostruzione dei fatti rimanga trasparente per l’opinione pubblica. Le indagini continuano, con nuove tensioni e dichiarazioni che potrebbero cambiare il corso delle indagini sulle stragi mafiose del 1993.

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