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Teheran valuta attacchi in Bulgaria e Cipro: le ultime mosse del conflitto

Teheran valuta attacchi in Bulgaria e Cipro: le ultime mosse del conflitto

L'Iran sta valutando attacchi contro obiettivi militari statunitensi in Europa, tra cui Bulgaria e Cipro, in risposta alle minacce di Donald Trump. Scopri le ultime mosse del conflitto.

L’Iran sta considerando la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa, in risposta alle minacce di escalation da parte del presidente americano Donald Trump. Questa mossa segna un ulteriore aumento delle tensioni in una regione già instabile.

Secondo fonti vicine al regime iraniano, Teheran sta esaminando la possibilità di attaccare asset statunitensi nell’Europa sudorientale, compresa la Bulgaria che recentemente ha autorizzato l’uso della base aerea di Bezmer per operazioni di rifornimento in volo di velivoli americani.

Anche Cipro è tra i potenziali obiettivi, dopo che a marzo una base britannica sull’isola era stata colpita da un drone.

Le possibili rappresaglie iraniane

Le forze iraniane hanno studiato la capacità di attaccare i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz in caso di ulteriore escalation. Una delle fonti ha spiegato che Teheran si sta preparando ad allargare il conflitto qualora Trump mettesse in pratica le minacce di colpire le infrastrutture iraniane.

Il raid del mese scorso contro una base statunitense in Giordania, che ha causato la morte di tre militari americani, è considerato a Teheran il più preciso attacco iraniano a lungo raggio condotto finora. Questo attacco è visto come una dimostrazione della capacità di colpire obiettivi anche più lontani. “Questo era anche un messaggio all’Europa: può essere raggiunta dai missili e quindi deve sapere da che parte stare in questa guerra”, ha affermato una delle fonti.

Le tensioni in Medio Oriente

Nel frattempo, in Cisgiordania il ministero delle Costruzioni e dell’Edilizia israeliano ha indetto una gara d’appalto per la costruzione di 1.234 nuove unità abitative nell’ambito del piano di insediamento E1. Questo progetto, se realizzato, impedirebbe la creazione di uno Stato palestinese contiguo nei territori occupati.

L’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha ribadito che la violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania rientra nella definizione di “terrorismo”. “Quando ci si impegna in attività volte a modificare il comportamento e a incutere timore in un individuo, in un’intera società o in una comunità, questa è la definizione, la definizione storica di terrore”, ha affermato Huckabee.

Le reazioni internazionali

L’Iran ha avvertito i Paesi del Golfo di non assistere le forze militari statunitensi, sostenendo che qualsiasi forma di collaborazione equivarrebbe a un coinvolgimento nel conflitto. “Avvertiamo: qualsiasi assistenza e facilitazione all’esercito aggressore degli Stati Uniti equivale alla partecipazione alle forze militari statunitensi”, ha dichiarato Ali Abdollahi, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la sospensione di tutti gli scambi commerciali e finanziari con l’Iran, dopo i recenti attacchi missilistici condotti da Teheran contro loro imbarcazioni. “Alla luce dell’escalation regionale… tutti gli scambi commerciali, finanziari e le transazioni con l’Iran sono stati sospesi fino a nuovo avviso”, ha dichiarato Afra Al Hameli, direttrice della comunicazione del Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti.

La Russia ha trasferito all’Iran componenti per droni, munizioni ed esplosivi al tritolo, nell’ambito di un sostegno militare destinato a contribuire alla ricostituzione degli arsenali iraniani dopo la guerra con gli Usa. Questo sostegno arriva mentre Teheran cerca di ricostituire le proprie capacità missilistiche e di droni dopo il conflitto con gli Stati Uniti.

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