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Guerra in Ucraina, quali sono le armi chimiche che potrebbe usare la Russia?

Quali armi chimiche potrebbe utilizzare la Russia nella guerra in Ucraina e quali sono gli effetti che provocherebbero

Il terribile gas Sarin, usato in Siria

Il presidente Zelensky si dice preoccupato “per un possibile attacco con armi chimiche”. Il leader ucraino non è sicuro che siano state utilizzate o meno a Mariupol, ma la parlamentare di Kiev Ivanna Klympush ha riferito che i russi hanno fatto cadere un drone contenente sostanze tossiche sulla città, aggiungendo che “molto probabilmente” le sostanze in questione erano armi chimiche.

Le armi chimiche che potrebbe usare la Russia

Esiste una Convenzione sulle armi chimiche che proibisce utilizzo, sviluppo, produzione e stoccaggio di armi tossiche che causano la morte o danni permanenti agli esseri umani e animali. Le armi chimiche sono considerate armi di distruzione di massa e 193 Stati membri Onu dissero no al loro utilizzo. Eppure solo poche ore fa da Mariupol sono arrivate voci sul loro utilizzo, come ha riferito la parlamentare ucraina Ivanna Klympush.

Tre categorie di armi chimiche

La gamma delle armi chimiche belliche è vastissima ed è suddivisa in tre categorie. Fra i prodotti usati per scopi di ricerca ci sono iprite, lewisite, ricina e nervino. Quest’ultimo agisce per inalazione, ha effetti drastici sul sistema nervoso e causa problemi visivi, mal di testa, nausea, vomito, convulsioni, paralisi e morte. Poi fra quelli uso industriale su piccola scala spiccano il dimetil metilfosfonato ed il tiodiglicole.

Infine ci sono prodotti a uso industriale su vasta scala come il fosgene e la cloropicrina, che provocano vesciche cutanee simili a gravi ustioni, cecità e danni permanenti al sistema respiratorio. La Russia li ha tutti in armeria.

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