Le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano a influenzare gli equilibri geopolitici in Medio Oriente, tra pressioni diplomatiche, operazioni militari e il controllo strategico dello Stretto di Hormuz. Donald Trump mantiene una linea dura nei confronti di Teheran, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione l’evoluzione del cessate il fuoco e il rischio di un possibile allargamento della guerra.
Tensione nello Stretto di Hormuz e scenario internazionale
Lo Stretto di Hormuz resta uno dei principali punti di crisi, sia sul piano militare sia su quello commerciale. La Casa Bianca ha precisato che Trump non considera il fermo di due navi internazionali da parte dell’Iran una violazione del cessate il fuoco, poiché “non sono navi americane e non sono navi israeliane”.
Karoline Leavitt ha però aggiunto che gli iraniani “non controllano lo Stretto di Hormuz” e che quanto avvenuto rappresenta un episodio di “pirateria”. Le portacontainer Msc Francesca ed Epaminondas, colpite nell’area, sarebbero state scortate verso la costa iraniana, mentre il ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis ha confermato l’attacco a una nave cargo greca, senza però parlare ufficialmente di sequestro.
Nel frattempo, il Comando centrale statunitense (Centcom) ha reso noto che ben 31 navi, in gran parte petroliere, sono state costrette a invertire la rotta o a rientrare in porto nell’ambito del blocco dei porti iraniani, un’operazione sostenuta da oltre 10.000 militari, 17 navi da guerra e più di 100 velivoli.
Anche l’Italia valuta un possibile coinvolgimento internazionale nell’area. Il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, ha spiegato che la pianificazione prevede “un gruppo basato su 2 cacciamine con un’unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo”, per un totale di quattro navi. L’eventuale missione si inserirebbe all’interno di una coalizione internazionale con la partecipazione di Francia, Regno Unito e del gruppo congiunto formato da Olanda e Belgio.
Sul fronte mediorientale, anche il Libano cerca di consolidare la tregua con Israele: durante i colloqui previsti a Washington, Beirut chiederà l’estensione di un mese del cessate il fuoco e la fine delle demolizioni nelle aree ancora interessate dalle operazioni israeliane. Il presidente Joseph Aoun ha confermato che “sono in corso contatti per prolungare la tregua”, mentre dalla Francia arriva anche la notizia della morte del militare Anicet Girardin, ferito gravemente in Libano durante un attacco di Hezbollah e deceduto dopo il rimpatrio, come annunciato dal presidente Emmanuel Macron.
Guerra Iran, Donald Trump rilancia possibili colloqui venerdì: “Cessate il fuoco non ha scadenza”
Donald Trump continua a mantenere il controllo diretto sui tempi di un possibile cessate il fuoco con l’Iran, senza accettare scadenze imposte dall’esterno. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha chiarito che non esiste alcun ultimatum formale e ha definito “inesatta” l’ipotesi di una tregua limitata a tre o cinque giorni. Secondo Washington, la decisione sui prossimi passi dipenderà esclusivamente dalla risposta di Teheran. “Aspettiamo la risposta iraniana”, ha dichiarato Leavitt, sottolineando che attraverso il blocco marittimo “stiamo strangolando la loro economia”. Trump, inoltre, ritiene che nuovi colloqui con l’Iran potrebbero diventare “possibili” già da venerdì, come riportato dal New York Post, segnale di una possibile riapertura diplomatica nonostante la forte pressione militare ed economica.
Parallelamente, resta aperta anche la questione interna americana legata ai poteri di guerra. Il primo maggio rappresenta una data cruciale, poiché il conflitto con l’Iran raggiungerà il sessantesimo giorno dalla notifica ufficiale al Congresso, avvenuta il 2 marzo. Secondo quanto riportato dal New York Times, superata questa soglia Trump dovrebbe ottenere un’autorizzazione parlamentare per proseguire le operazioni militari. Le alternative sarebbero tre: chiedere formalmente il via libera al Congresso, ridurre la presenza americana oppure richiedere una proroga tecnica di trenta giorni per consentire un eventuale ritiro sicuro delle truppe. Tuttavia, questa estensione non garantirebbe automaticamente la prosecuzione dell’offensiva. Intanto la magistratura iraniana ha respinto le dichiarazioni di Trump sulle presunte otto condanne a morte revocate per alcune donne detenute, sostenendo che “nessuna di queste donne era in attesa di esecuzione” e accusando il presidente americano di “cercare di fabbricare successi a partire da notizie false”.