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Guerra Iran, respinto il piano di pace. Trump attacca Teheran: "Risposta inaccettabile”

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Sale la tensione tra Usa e Iran dopo il no di Teheran alla proposta di pace americana. Al centro della crisi restano nucleare e Stretto di Hormuz.

Le tensioni tra Trump e Iran tornano ad agitare gli equilibri internazionali, tra trattative diplomatiche in stallo, pressioni militari e timori per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico globale. Sullo sfondo, il rischio di un’escalation nella guerra continua a influenzare mercati, alleanze strategiche e rapporti tra le principali potenze mondiali.

Guerra Iran-Usa: cooperazione militare e tensioni nello Stretto di Hormuz

Regno Unito e Francia guideranno martedì una videoconferenza con i ministri della Difesa dei circa quaranta Paesi pronti a partecipare a una missione internazionale destinata a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Londra ha spiegato che l’obiettivo dell’incontro sarà quello di definire i contributi militari necessari a “riaprire e mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz quando le condizioni lo permetteranno”.

Il ministro britannico John Healey, che presiederà la riunione insieme alla collega francese Catherine Vautrin, ha sottolineato che “il nostro ruolo sarà di fare in modo che non ci accontentiamo di parlare ma che siamo pronti ad agire”.

L’incertezza sul futuro dell’area continua intanto a influenzare i mercati energetici internazionali. Il mancato accordo tra Washington e Teheran sulla proposta americana per porre fine al conflitto ha alimentato i timori legati alle forniture globali di petrolio, provocando un rialzo delle quotazioni nelle contrattazioni asiatiche: il WTI è salito del 3,50% a 98,76 dollari al barile, mentre il Brent ha registrato un incremento del 3,45%, raggiungendo quota 104,78 dollari.

Parallelamente, gli Stati Uniti stanno intensificando la pressione diplomatica anche sul fronte cinese: Donald Trump arriverà a Pechino mercoledì sera per una visita ufficiale durante la quale, secondo funzionari americani, potrebbe “esercitare pressioni” sul presidente Xi Jinping nel tentativo di favorire un’intesa sulla crisi iraniana.

Guerra Iran, Teheran boccia la proposta americana. Trump non ci sta: “Inaccettabile”

La risposta inviata dall’Iran agli Stati Uniti sulla proposta di pace elaborata da Washington ha ricevuto una dura bocciatura da parte di Donald Trump. In una telefonata ad Axios, il presidente americano ha dichiarato: “Non mi piace la loro lettera. È inappropriata. Non mi piace la loro risposta”, evitando però di entrare nei dettagli. Poco dopo, su Truth, Trump ha rincarato i toni definendo il documento iraniano “TOTALMENTE INACCETTABILE!”. Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, Teheran avrebbe comunque aperto a concessioni rilevanti sul programma nucleare, proponendo di diluire parte delle proprie scorte di uranio altamente arricchito e di trasferirne una quota in un Paese terzo, pur rifiutando lo smantellamento degli impianti nucleari richiesto dagli Stati Uniti.

Il piano iraniano prevederebbe inoltre negoziati specifici sul nucleare entro trenta giorni e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz in parallelo all’allentamento del blocco navale e delle restrizioni americane. Restano però profonde divergenze sulle garanzie richieste da Washington e sulla durata della sospensione dell’arricchimento dell’uranio. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che la guerra “non è finita” finché l’uranio arricchito non verrà “rimosso” dall’Iran e gli impianti nucleari non saranno smantellati.

Anche la televisione statale iraniana PressTV ha confermato il rifiuto dell’iniziativa americana, sostenendo che accettarla “significherebbe la resa di Teheran alle richieste eccessive di Trump”. Nel frattempo, il dibattito politico negli Stati Uniti si intensifica: Jack Schlossberg, nipote di John F. Kennedy e candidato al Congresso, ha dichiarato che gli USA “hanno già perso la guerra contro l’Iran”, chiedendo inoltre un embargo sulle forniture militari destinate a Israele.