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Mosca celebra il Giorno della Vittoria. Vladimir Putin: "La vittoria sarà sempre nostra"

Guerra Putin Giorno della Vittoria

La parata del 9 maggio a Mosca tra memoria storica, conflitto in Ucraina e fragile cessate il fuoco: ecco il discorso di Vladimir Putin.

Nel pieno delle tensioni tra Russia e Ucraina, Mosca celebra l’81° anniversario del Giorno della Vittoria in un clima segnato dalla guerra e dalle preoccupazioni per la sicurezza. Tra richiami storici, dichiarazioni politiche di Putin e una fragile tregua, la parata sulla Piazza Rossa assume quest’anno un forte valore simbolico e strategico.

La tregua temporanea e lo scontro diplomatico tra Mosca e Kiev

Parallelamente alle celebrazioni, Russia e Ucraina hanno concordato una breve tregua valida dal 9 all’11 maggio, mediazione sostenuta dal presidente americano Trump, che auspica una sospensione più lunga delle ostilità. Il leader statunitense ha definito il conflitto “la cosa peggiore dalla Seconda guerra mondiale in termini di vite umane”, sottolineando anche l’accordo tra Mosca e Kiev per lo scambio di mille prigionieri per parte.

Tuttavia, il clima politico resta estremamente teso. Alla vigilia della parata, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy aveva pubblicato un decreto relativo alle celebrazioni moscovite contenente anche le coordinate geografiche della Piazza Rossa, gesto interpretato dal Cremlino come una provocazione. Il portavoce russo Dmitry Peskov ha replicato duramente, affermando che la Russia “non ha bisogno del permesso di nessuno” per commemorare il Giorno della Vittoria e definendo “una grande disgrazia” l’atteggiamento del leader ucraino.

Le celebrazioni di quest’anno hanno evidenziato un netto ridimensionamento dell’evento anche sul piano diplomatico. Mosca non ha inviato inviti ufficiali a leader stranieri, sebbene alcune delegazioni abbiano partecipato autonomamente alle commemorazioni. Il consigliere presidenziale Yury Ushakov ha confermato che la parata si sarebbe svolta “come prima, ma con un’eccezione: non ci sarà una parata di veicoli e attrezzature militari”. Dopo la cerimonia, Putin ha avviato una serie di incontri bilaterali con diversi rappresentanti internazionali, tra cui il premier slovacco Robert Fico e il sovrano malese Sultan Ibrahim. Nonostante le restrizioni e le misure di sicurezza straordinarie, il Cremlino ha fatto sapere che non ci sarebbero stati tentativi da parte ucraina di interrompere le celebrazioni nella capitale russa.

Guerra e parata per il Giorno della Vittoria: il preoccupante annuncio di Putin

Mentre il presidente statunitense Donald Trump annuncia un cessate il fuoco temporaneo di tre giorni tra Russia e Ucraina, a Mosca si celebra il tradizionale Giorno della Vittoria, dedicato all’81° anniversario della sconfitta del nazifascismo. La commemorazione, organizzata sulla Piazza Rossa, si è svolta però in forma ridotta rispetto agli anni precedenti a causa delle forti preoccupazioni per la sicurezza. Assenti i tradizionali mezzi militari e le grandi dimostrazioni di forza: il Cremlino ha scelto una cerimonia più sobria, caratterizzata soltanto dalla sfilata delle truppe e dal sorvolo di gruppi acrobatici.

Durante il suo intervento, il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito il sostegno all’“operazione militare speciale” in Ucraina, sostenendo che i soldati russi stiano affrontando “una forza aggressiva sostenuta dall’intero blocco Nato”. Davanti ai veterani e agli ospiti presenti, il leader del Cremlino ha dichiarato: “La vittoria è sempre stata – e sempre sarà – nostra”, aggiungendo inoltre: “Credo fermamente che la nostra causa sia giusta. Rimanendo uniti, la vittoria sarà sempre nostra”.

Nel corso del discorso, Putin ha più volte richiamato il sacrificio dell’Unione Sovietica durante la Seconda guerra mondiale, definendo “sacrosanto” il dovere di custodire l’eredità dei soldati che contribuirono alla sconfitta del nazismo. Secondo il presidente russo, il popolo sovietico riuscì a salvare il proprio Paese e “il mondo”, resistendo ai tentativi di annientamento pianificati dalla Germania hitleriana. Ha inoltre sostenuto che lo spirito della “generazione dei vincitori” continui oggi a motivare i combattenti impegnati in Ucraina e il lavoro di scienziati e ingegneri impegnati nello sviluppo di armamenti moderni.

Al termine della parata, Putin, accompagnato dagli ospiti stranieri e da alcuni veterani, ha deposto una corona di fiori presso la Tomba del Milite Ignoto nel Giardino di Alessandro, vicino alle mura del Cremlino. Tra le delegazioni presenti figuravano anche il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e il leader kazako Kassym-Jomart Tokayev.