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Guerra e rincari, volano i prezzi della benzina: le regioni più colpite e il rischio speculazione

prezzi benzina

Prezzi benzina e diesel alle stelle: la filiera sotto controllo e le regioni più colpite dai rincari. Ecco tutti i dettagli.

L’aumento dei prezzi di benzina e diesel, alimentato dall’escalation del conflitto in Medio Oriente, sta mettendo sotto pressione automobilisti, famiglie e imprese italiane. Tra rincari record, controlli rafforzati della Guardia di Finanza e possibili interventi fiscali del governo, la questione dei carburanti è diventata uno dei principali fattori di tensione economica e sociale del momento.

Guerra, prezzi dei carburanti in rialzo e controlli intensificati

Il costo di benzina e gasolio continua a salire, spinto dall’escalation del conflitto in Medio Oriente, mentre la Guardia di Finanza rafforza i controlli lungo l’intera filiera distributiva. Secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, da venerdì scorso la benzina in modalità self service ha registrato un aumento medio nazionale di 9,2 centesimi, arrivando a 1,76 euro al litro, mentre il diesel ha toccato quota 1,91 euro con un incremento di 18,9 centesimi. Come sottolinea il Codacons, questi rincari hanno raggiunto “livelli astronomici che non si vedevano da anni”. Sulle autostrade, alcuni distributori hanno superato la soglia di 2,5 euro al litro per il gasolio in modalità servito.

Il ministro Adolfo Urso ha precisato che “sulla rete dei distributori italiani non risultano diffusi fenomeni speculativi”, pur evidenziando una ventina di anomalie già segnalate e sottoposte all’esame delle Fiamme Gialle. L’attenzione è dunque spostata sui passaggi a monte della filiera, in particolare sugli aumenti rapidi dei prezzi consigliati dalle compagnie petrolifere, che secondo il Ministero “non risultano ancora giustificati da una reale carenza di prodotto raffinato sul mercato”. Urso ha inoltre istituito la Commissione di allerta rapida sui prezzi con riunioni settimanali per monitorare energia e carburanti, in una “operazione trasparenza”. Parallelamente, la premier Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno a prevenire speculazioni: “Dobbiamo impedire che l’aumento dell’energia provochi un’esplosione dei prezzi, a partire da carburanti e beni di prima necessità”.

Guerra, volano i prezzi della benzina: il rischio di speculazione e dove costa di più

L’incremento dei prezzi energetici ha già riflessi concreti su bollette, trasporti e costi alimentari. Il petrolio ha registrato balzi storici sui mercati: il WTI americano ha chiuso a 90,90 dollari al barile (+12,21%) e il Brent a 92,69 dollari (+8,52%), segnando i maggiori guadagni settimanali nella storia dei futures. Il gas naturale ha superato 50 euro al megawattora sul mercato TTF di Amsterdam, con possibili ricadute sul bilancio delle famiglie italiane, stimato in circa 369 euro annui in più per luce e gas secondo Facile.it.

Di fronte a questa emergenza, il governo ha intensificato l’azione di vigilanza: la Guardia di Finanza controllerà la trasparenza dei prezzi e la correttezza dei comportamenti lungo tutta la filiera, mentre l’Arera ha attivato un’Unità di vigilanza permanente sui prezzi all’ingrosso e al dettaglio di gas ed elettricità. L’Antitrust valuta già eventuali comportamenti anticoncorrenziali tra gli operatori. Consumatori e associazioni richiedono misure più incisive, come la riduzione temporanea delle accise: “Il governo dispone già di strumenti per limitare almeno in parte il peso della crisi in atto”, ricorda il Codacons, sottolineando l’uso delle accise mobili previste dal decreto n.5/2023. Anche Confindustria evidenzia l’urgenza di bloccare speculazioni: “A una settimana dal conflitto i prezzi che noi vediamo sono improponibili”.

Intanto, i rincari non sono uniformi sul territorio: Sicilia, Molise e Campania registrano i maggiori aumenti, rispettivamente +11,6, +10,6 e +10,5 centesimi al litro, mentre in Umbria si segnalano +8,6 centesimi, secondo l’Unione Nazionale Consumatori.