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Guerra Iran, Trump esulta per le azioni contro il Regime e respinge supporto di Kiev: "Non abbiamo bisogno di loro"

Guerra Trump Iran

Escalation di guerra tra Stati Uniti e Iran: Trump rifiuta aiuti, potenzia forze nel Golfo e affronta nuove pressioni internazionali.

Gli Stati Uniti stanno rafforzando la loro presenza militare in Medio Oriente, inviando marines, navi da guerra e droni intercettori, mentre Israele mobilita truppe lungo il confine con il Libano in un contesto di crescente guerra regionale. Parallelamente, Trump respinge l’aiuto dell’Ucraina nella difesa dai droni e autorizza l’allentamento temporaneo delle sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo.

Intanto, Francia e Italia condannano attacchi contro i propri soldati, mentre l’Iran ribadisce la propria resistenza agli attacchi esterni, confermando la complessità di uno scenario in cui diplomazia, strategia militare e interessi energetici si intrecciano.

Guerra Iran, Trump rifiuta l’offerta di Kiev: “Non abbiamo bisogno di loro”

Donald Trump ha respinto l’offerta dell’Ucraina di supportare gli Stati Uniti nella difesa contro i droni iraniani, affermando chiaramente: “No, non abbiamo bisogno del loro aiuto per difenderci”, durante un’intervista rilasciata a Fox News.

Parallelamente, l’ex presidente ha annunciato un allentamento temporaneo delle sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo. Secondo il segretario al Tesoro Scott Bessent, Washington “sta concedendo un’autorizzazione temporanea per consentire ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare”. La mossa ha ricevuto il plauso del Cremlino, con il portavoce Dmitrij Peskov che ha sottolineato come “senza volumi significativi di petrolio di Mosca, la stabilizzazione del mercato dell’energia è impossibile”.

Al contrario, la decisione ha suscitato preoccupazioni tra le istituzioni europee e i membri del G7: il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha commentato che “la decisione unilaterale degli Usa ha un impatto sulla sicurezza dell’Ue”.

Trump ha infine espresso sospetti sulle dinamiche della guerra in Medio Oriente, dichiarando: “Credo che Putin li stia aiutando un pochino. E probabilmente lui pensa che noi stiamo aiutando l’Ucraina, giusto?”, sottolineando la sua percezione di un coinvolgimento russo limitato nel conflitto iraniano.

Guerra, Trump esulta: “Stiamo distruggendo totalmente il Regime”. L’immediata reazione dell’Iran

Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell’Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo, eppure, se leggete il fallimentare New York Times, pensereste erroneamente che non stiamo vincendo. La marina iraniana è stata spazzata via, la loro aviazione non esiste più, i missili, i droni e tutto il resto sono stati decimati, e i loro leader sono stati cancellati dalla faccia della terra”, ha scritto Trump su Truth.

Poi, ha aggiunto e concluso: “Abbiamo una potenza di fuoco senza pari, munizioni illimitate e tutto il tempo che vogliamo. Guardate cosa succederà oggi a questi pazzi bastardi. Hanno ucciso persone innocenti in tutto il mondo per 47 anni e ora io, come 47esimo presidente degli Stati Uniti d’America, li sto uccidendo. Che grande onore è farlo!“.

Gli Stati Uniti hanno deciso di rafforzare la propria presenza militare in Medio Oriente, inviando ulteriori navi da guerra e marines in risposta all’aumento delle tensioni nella regione. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, ha approvato la richiesta del Comando Centrale Usa di dispiegare un gruppo anfibio pronto all’impiego e un’unità di spedizione dei marines collegata, composta da più navi e circa 5.000 tra marines e marinai. La USS Tripoli, di stanza in Giappone, è tra le navi coinvolte e, insieme ai marines assegnati, è diretta verso il Medio Oriente: il viaggio richiederà circa una o due settimane.

Fonti ufficiali confermano che l’unità comprende circa 2.500 marines e 2.500 marinai e include squadriglie di caccia F-35 e velivoli a rotore basculante MV-22 Osprey. ABC News aggiunge che si tratta della 31ª unità di spedizione, normalmente operativa nella regione Indo-Pacifico.

Tra gli obiettivi ipotizzati dagli analisti vi è il controllo dell’isola di Kharg, fondamentale per le esportazioni petrolifere iraniane, anche se il presidente Donald Trump ha evitato di commentare eventuali piani di occupazione. Altre possibilità includono la protezione di uranio arricchito o, più probabilmente, un’operazione volta a intimidire l’Iran.

Sul fronte israeliano, l’esercito sta concentrando truppe nel nord del Paese in previsione di possibili operazioni in Libano. Le IDF hanno spiegato che si tratta di “rafforzamento della prontezza operativa per vari scenari offensivi e difensivi”, con movimenti coordinati di divisioni, brigate e battaglioni del genio lungo il confine settentrionale. Gli Stati Uniti hanno anche aumentato le pressioni su Teheran, offrendo fino a 10 milioni di dollari per informazioni su alti funzionari della Repubblica Islamica, tra cui il nuovo Guida suprema Mojtaba Khamenei e membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione.