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Il Mantova riscrive la storia: tra promozioni storiche e vertice

Il Mantova riscrive la storia: tra promozioni storiche e vertice

Mantova riscrive la sua storia, tra le glorie degli anni Cinquanta e la corsa in vetta alla Serie B, puntando a tornare in Serie A.

Il club mantovano, fondato nel 1911, è tornato al centro dell’attenzione nazionale guidando la classifica della Serie B. Dopo un periodo di difficoltà che lo ha visto lottare nella IV Serie negli anni ’50, il Mantova ha riscoperto la formula vincente che lo aveva portato in Serie A quattro decenni fa. La stagione corrente vede la squadra a pari passo con il Palermo, alimentando grandi speranze tra i tifosi e gli addetti ai lavori.

Le radici del successo: la rinascita degli anni Cinquanta

Nel 1956 la dirigenza del club decise di affidare la panchina a Edmondo Fabbri ex calciatore della città di Virgilio. Accanto a lui, come assistente e segretario, fu inserito Italo Allodi ex compagno di squadra al Parma. Insieme, i due introdussero una mentalità tattica più moderna e una gestione più rigorosa, facendo rapidamente emergere i primi frutti di quella collaborazione.

Il duo Fabbri-Allodi e le prime promozioni

La prima conquista arrivò nella stagione 1957-58, quando il Mantova si piazzò secondo nel Girone C della IV Serie e, l’anno successivo, conquistò il titolo del Girone B del Campionato Interregionale con 46 punti, 18 vittorie, 9 pareggi e sole 3 sconfitte. La difesa, che subì appena 24 reti, fu completata da attaccanti come Eugenio Fantini (12 gol) e Ettore Recagni (11 gol).

Queste performance permisero al club di ottenere una seconda promozione consecutiva, questa volta nel Campionato Cadetto culminata con la vittoria contro il Siena per 1-0 grazie al gol di Fantini.

Il salto in Serie A e la leggenda verte

Il passo decisivo avvenne nella stagione 1961-62, quando il Mantova si assicurò il secondo posto in Serie B, a una sola distanza dal Venezia (50-49 punti). Il risultato aprì le porte alla storica promozione in Serie A per la stagione 1962-63. Nella massima divisione, la squadra mantovana si classificò al nono posto, grazie anche al contributo dei due internazionali, il brasiliano Angelo Benedicto Sormani (16 reti) e lo svizzero Anton Alleman (8 reti). Il successo attirò l’interesse di grandi dirigenze, ma il presidente Moratti preferì affidare il club a Helenio Herrera dando il benvenuto alla sfida nella massima serie.

Il ritorno in ribalta: la stagione attuale in Serie B

Quattro decenni dopo, la squadra mantovana è tornata a far parlare di sé. L’allenatore che ha guidato il club durante il periodo di retrocessione lo scorso anno è rimasto in panchina, determinato a trasformare la lotta per la sopravvivenza in una corsa per la promozione. Con un gioco più aggressivo e una difesa solida, il Mantova ha conquistato la prima posizione della classifica, accanto al Palermo. La continuità tattica e la fiducia nel progetto di lungo termine hanno permesso di sfruttare al meglio le risorse a disposizione.

L’entusiasmo dei tifosi e le prospettive future

Il risultato ha scatenato una vera rivitalizzazione nella città: le partite casalinghe sono diventate veri eventi, con il pubblico che riempie lo stadio e crea un’atmosfera simile a quella delle grandi serate di Serie A. Gli esperti osservano che il Mantova sta replicando la capacità di salto di qualità mostrata da altre squadre emergenti nello scorso campionato. Tuttavia, il vero banco di prova sarà mantenere la costanza nei prossimi turni, evitando gli scivoloni tipici delle squadre appena promosse. Se riuscirà a tradurre l’entusiasmo in risultati, la meta della promozione in Serie A sarà più vicina che mai.

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