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Ilaria Salis, annullata la condanna a pagare 300mila agli ex collaboratori

Ilaria Salis, annullata la condanna a pagare 300mila agli ex collaboratori

Ilaria Salis, annullata la condanna da 300mila euro: la Corte d’appello accoglie il ricorso per un’irregolarità nella notifica degli atti. I due ex collaboratori ecco cosa possono decidere.

La Corte d’appello di Milano ha annullato la sentenza che condannava Ilaria Salis a risarcire con circa 300mila euro due ex collaboratori, che l’accusavano di licenziamento senza giusta causa. Accolto il ricorso della difesa per un vizio nella notifica degli atti, la vicenda potrebbe tornare in tribunale: ecco cosa succede ora.

Ilaria Salis, annullata la condanna a pagare 300mila agli ex collaboratori

Come riportato dall’Ansa, la Corte d’appello di Milano, sezione lavoro, ha accolto il ricorso presentato dai legali di Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, dichiarando nulla la sentenza di primo grado che lo scorso marzo l’aveva condannata a versare circa 300mila euro a due ex collaboratori, Valentina Dadda e François Gelmetti.

I due avevano contestato la fine anticipata dei rispettivi rapporti di lavoro, sostenendo di essere stati licenziati senza giusta causa. La decisione sarebbe stata presa dal collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni e comporta il ritorno della vicenda davanti al Tribunale, che dovrà esaminare nuovamente il caso qualora venga riavviato il procedimento.

Al centro dell’impugnazione c’è la presunta irregolarità nella notifica del ricorso iniziale. Secondo la difesa di Salis, l’europarlamentare non sarebbe stata messa nelle condizioni di conoscere la causa e partecipare al processo, celebrato in sua assenza. I legali hanno contestato un giudizio avviato attraverso una «notificazione inesistente», sostenendo che sarebbe stato effettuato un solo tentativo di consegna nonostante fossero disponibili un indirizzo di residenza noto e una casella Pec. L’assenza dal procedimento avrebbe quindi impedito alla parlamentare di esercitare il proprio diritto di difesa e di illustrare le ragioni della rottura del rapporto fiduciario con i due collaboratori.

La reazione di Ilaria Salis e la posizione degli ex collaboratori: cosa succede ora

Salis ha accolto con soddisfazione il pronunciamento della Corte d’appello, ribadendo la propria posizione sulla vicenda. «Come ho sostenuto fin dall’inizio, non ero stata posta nelle condizioni di venire a conoscenza del procedimento e di esercitare il mio diritto alla difesa», ha dichiarato. L’eurodeputata ha inoltre definito il processo di primo grado una «situazione surreale», sostenendo di esservi rimasta coinvolta in «totale e incolpevole assenza». In un messaggio pubblicato su X ha poi sintetizzato l’esito con le parole: «Sentenza annullata. Riconosciute le mie ragioni».

Come riportato da Today, di diverso tenore il commento dei legali dei due ex collaboratori, gli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, che hanno preso atto della decisione riservandosi di valutare i passaggi successivi. «La corte di appello ha ritenuto la notifica del ricorso non corretta, ancora non ci sono le motivazioni per capirne il motivo. Ad ogni modo la causa verrà riassunta e non abbiamo nessun problema ad affrontare la questione nel merito», hanno affermato. I due ex assistenti avranno sei mesi per decidere se riassumere la causa: in tal caso, il Tribunale tornerà a pronunciarsi sul merito della controversia.

Per la prima assistente, la cessazione dell’incarico sarebbe stata motivata con il «venir meno del rapporto fiduciario»; per il secondo collaboratore, invece, sarebbe stata comunicata con effetto immediato, richiamando la «manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione». L’annullamento della sentenza riguarda il procedimento e non rappresenta, quindi, una decisione definitiva sulle contestazioni relative ai licenziamenti.

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