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Incidente a Treviglio: un ciclista ucciso, due feriti e automobilista positivo all'alcoltest

Incidente a Treviglio: un ciclista ucciso, due feriti e automobilista positivo all'alcoltest

Tre ciclisti travolti in via Canonica a Treviglio: un 34enne è morto e gli altri due sono ricoverati; l'automobilista, 48 anni, positivo all'alcoltest

La mattina del 9 aprile 2026 una drammatica sequenza di eventi ha segnato le campagne attorno a Treviglio: in via Canonica, strada che collega la Geromina con Pontirolo Nuovo, un’auto ha investito tre ciclisti che stavano viaggiando nello stesso senso di marcia. Le vittime sono un uomo di 34 anni — identificato come Flavio Leoni — il padre di 66 anni e lo zio di 69 anni.

L’automobilista, un uomo di 48 anni, è rimasto illeso ma è risultato positivo all’alcoltest, circostanza che ha subito attivato approfondimenti da parte delle autorità.

Sul luogo dell’impatto sono intervenuti i mezzi di emergenza con un dispiegamento significativo: due elicotteri, più ambulanze e automediche per il trasporto dei feriti. I tre ciclisti sono stati condotti tra l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e gli Spedali Civili di Brescia.

Purtroppo il 34enne è deceduto nel pomeriggio presso il Papa Giovanni: il padre, ricoverato a Bergamo, è fuori pericolo, mentre lo zio è in condizioni molto gravi a Brescia, con prognosi riservata.

Dinamica dell’incidente

Dalle prime ricostruzioni emerge che l’auto, una Alfa Romeo Giulia, procedeva nella stessa direzione dei ciclisti e avrebbe effettuato un tentativo di sorpasso in curva. Secondo quanto rilevato dagli agenti intervenuti, il veicolo ha urtato il guardrail sul lato opposto, perdendo il controllo e tornando sulla carreggiata dove ha travolto i tre ciclisti prima di terminare la corsa in un campo adiacente. Questo quadro suggerisce una sequenza di perdita di controllo del mezzo seguita dall’impatto contro i ciclisti, ma gli accertamenti tecnici sono ancora in corso per chiarire ogni dettaglio.

Ambiente e condizioni al momento dell’impatto

La zona dell’incidente è caratterizzata da strade campestri con curve e scarso margine laterale: elementi che possono aumentare il rischio nelle manovre di sorpasso. Gli investigatori della polizia locale di Treviglio hanno chiuso temporaneamente la via per consentire i rilievi e la messa in sicurezza dell’area. L’analisi del punto di ribaltamento dell’auto, dei segni di frenata e delle tracce sul guardrail sono parte delle operazioni tecnico-scientifiche finalizzate a stabilire responsabilità e dinamica precisa.

Soccorso sanitario e stato dei ricoverati

Il pronto intervento dei servizi sanitari ha previsto l’invio di due elicotteri e più mezzi terrestri, azione che ha permesso il trasferimento rapido dei feriti in codice rosso. Il termine codice rosso indica la gravità della situazione clinica e ha imposto corsie preferenziali per i soccorsi. Il 34enne inizialmente in condizioni disperate è poi deceduto in ospedale; il padre, nonostante i traumi, è stato giudicato fuori pericolo, mentre lo zio di 69 anni resta in rianimazione con prognosi riservata presso Brescia.

Presidi ospedalieri coinvolti

Le strutture che hanno ricevuto i feriti sono l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo — centro di riferimento per traumi severi in provincia — e gli Spedali Civili di Brescia, dove è stato trasferito lo zio per la maggiore complessità delle cure richieste. I reparti coinvolti hanno attivato i percorsi d’urgenza previsti per incidenti stradali con più vittime, prestando attenzione a stabilizzazione, diagnostica per immagini e interventi chirurgici se necessari.

Effetti sulla comunità e possibili sviluppi legali

L’episodio ha suscitato profondo sgomento nella Bassa Bergamasca: le tre persone coinvolte erano tutte originarie di Treviglio, con il 34enne residente da tempo in Francia e il padre domiciliato a Ranica. Sul fronte giudiziario, la positività all’alcoltest dell’automobilista apre la strada a istruttorie penali e amministrative, mentre la polizia locale continua le indagini per ricostruire ogni passaggio e valutare eventuali responsabilità. L’evento riporta al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza sulle strade e dei rischi legati alla guida sotto l’effetto dell’alcol.

Misure e riflessioni successive

Oltre agli accertamenti formali, la comunità locale segnala la necessità di interventi di prevenzione: miglior segnali, limiti nella percorrenza agricola e campagne di sensibilizzazione per chi guida. L’incidente del 9 aprile 2026 rappresenta un monito sulle conseguenze potenzialmente irreversibili di scelte pericolose al volante e sottolinea l’importanza di infrastrutture e comportamenti atti a ridurre gli eventi simili.

Le indagini proseguiranno nelle prossime ore per completare la ricostruzione ufficiale della dinamica e definire gli aspetti legali. Nel frattempo, la comunità piange la perdita di un 34enne e segue con apprensione le condizioni degli altri due coinvolti: restano attivi i canali informativi delle autorità per aggiornamenti su sviluppi e provvedimenti.