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India, ospedale resta senza ossigeno: 24 pazienti covid morti in una notte

India, ospedale resta senza ossigeno: 24 pazienti covid morti in una notte. Le autorità non hanno ancora avvalorato il rapporto causa effetto

L'India è allo stremo

India, un ospedale resta senza ossigeno: 24 pazienti covid sono morti in una sola notte e i loro familieri stanno protestando da ore davanti al nosocomio. L’ospedale in questione è quello pubblico di Chamarajanagar, in Karnataka, e lo storico che lo riguarda è agghiacciante perché dà la cifra della situazione indiana rispetto alla pandemia.

Ad un certo punto infatti era finito l’ossigeno in dotazione e sulla scorta di quella cruciale mancanza 24 ammalati di covid necessitanti di supporto respiratorio erano morti nell’arco della sola notte in cui la carenza era stata registrata. A quel punto i congiunti dei morti avevano avviato un rabbioso sit-in per chiedere provvedimenti contro le autorità sanitarie.

India, ospedale resta senza ossigeno: 24 pazienti covid morti in una notte. Il nodo di Modi

Lo scopo è paradossale ed è un po’ il tragico “mantra” dell’India di questi giorni: chiedere al governo di aggiustare cose di cui è formalmente responsabile il governo. E’ un nodo che il rieletto premier Modi dovrà sciogliere al più presto, per evitare che la spaventosa pandemia del suo paese porti a traino anche una sua debacle politica. Ad ogni modo il prefetto della città Ravi ha dichiarato ai giornalisti che deve ancora essere verificato se le morti sono state effettivamente causate dalla mancanza di ossigeno.

In buona sostanza manca un rapporto causa-effetto, quello che anche in giurisprudenza britannica, mutuata anche dall’apparato indiano, si chiama “nesso eziologico”.

India, ospedale resta senza ossigeno: 24 pazienti covid morti in una notte. La riunione del governatore

Ma i parenti delle vittime non sono certo in vena di cavilli e leguleismi e la loro rabbia sta crescendo assieme al numero di pire funerarie. Dal canto suo invece il governatore B S Yediyurappa ha indetto una riunione urgente del suo consiglio di gabinetto che nella giornata di oggi dovrebbe quanto meno stabilire un protocollo operativo iniziale di verifica. Tuttavia il problema ossigeno persiste al di là della sanabilità (tardiva) di singoli casi per quanto eclatanti e gli ospedali indiani sono quasi tutti in credito del preziosissimo elemento.

India, ospedale resta senza ossigeno: 24 pazienti covid morti in una notte. L’ecatombe di un paese

In India oggi morire su una barella aspettando per ore una bombola d’ossigeno non è più un singolo ed isolato sconcio, ma una possibilità che in griglia statistica incide in maniera agghiacciante e diretta sulla conta finale di chi si salva e di chi soccombe al covid. Le famiglie implorano un letto ed un boccaglio ma le cronache continuano a rimandare immagini e notizie di un affanno generale che neanche gli aiuti internazionali riescono a colmare. Lo Stato del Karnataka ha addirittura autorizzato le pire funebri all’interno dei terreni di famiglia.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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